AGI - Il caldo estivo fa male al cuore. È il quadro che emerge dai dati di maggio, gli ultimi disponibili dell’Azienda regionale per l’emergenza sanitaria del Lazio. Su quattro macroaree (esclusi i traumi), che includono i motivi più ricorrenti dei soccorsi eseguiti dagli “angeli” del 118, quella cardiocircolatoria è la prima. In sintesi: infarto, arresto cardiaco, scompenso acuto e aritmie. In totale, nell’arco del mese sono state 7.365 le prestazioni urgenti richieste da residenti nelle cinque province della regione. In cima alla classifica chiaramente c’è la zona di Roma, la più popolosa, con annessi i comuni satelliti (5.213 chiamate), a seguire quella di Latina (880), poi Frosinone (614), Viterbo (405) e Rieti (249).
Le altre priorità del soccorso tra neurologia e vie respiratorie
Al secondo posto si attestano i disturbi nell’ambito neurologico. Tra i principali ictus, attacco ischemico transitorio (Tia), sincope o perdita di coscienza. Anche qui le province occupano all’incirca le stesse posizioni. In testa sempre quella romana (4.865), quindi la Pontina (904), Frusinate (387), Viterbese (357) e Reatina (180). Le terze emergenze invece sono rappresentate dalle crisi respiratorie, ovvero asmatiche, embolia polmonare o grave insufficienza respiratoria. Questi i numeri riferiti ai capoluoghi di provincia coi rispettivi hinterland: 3.005 (Roma), 416 (Latina), 350 (Frosinone), 251 (Viterbo) e 135 (Rieti).
Disturbi gastroenterologici e l'aumento dei disagi psichiatrici
La bella stagione, però, fa rima anche con cattiva digestione e malori intestinali, che gli esperti spiegano possono essere favoriti anche da scarsa idratazione, poco movimento e un non corretto piano alimentare. Per cui gli allarmi gastroenterologici sono stati l’altro motivo per cui è stata richiesta un’ambulanza del 118. Mantenendo lo stesso ordine delle zone coinvolte, le cifre dei soccorsi sono state 2.654 (Roma), 440 (Latina), 239 (Frosinone), 219 (Viterbo) e 97 (Rieti). In ultimo, i sanitari sono partiti di corsa anche per urgenze psichiatriche. E non sono state poche. Considerando che un mese è composto da trenta giorni, a maggio il 118 è dovuto intervenire 1.781 volte nell’area romana, 147 in quella di Latina, 140 nel Viterbese, 122 nel Frusinate e, infine, 59 nel Reatino. Riguardo al disagio mentale, un altro dato da tenere presente lo fornisce la Regione Lazio. Secondo le rilevazioni di “Open salute”, piattaforma web sulla quale si trovano i grafici relativi allo stato di salute dei residenti (curata da Dipartimento di Epidemiologia e Servizio sanitario regionale), nel 2025 i ricoveri per disturbi psichici sono stati 8.992.
La direzione strategica e l'attenzione al fattore umano
Il direttore dell’Ares 118, Narciso Mostarda, di malesseri psichiatrici se ne intende. Da neuropsichiatra infantile, infatti, tra gli altri incarichi avuti, nel 2006 è stato responsabile del Dipartimento di Salute mentale della Asl C e, l’anno dopo, dello stesso ufficio all’Azienda sanitaria di Frosinone. Forse sarà per questo percorso professionale che nel suo curriculum compaiono pubblicazioni come, per esempio, “La Società adolescente”, “I bisogni di salute della popolazione carceraria femminile”, “La violenza di genere” e “Il mobbing in ambito sanitario”: Mostarda si mostra attento all’aspetto umano dei problemi.
L'integrazione dell'intelligenza artificiale nei servizi di emergenza
Difatti al 118 l'intelligenza artificiale comincia a farsi strada, “ma il capitale di questa azienda – sottolinea il direttore - resta umano. È vero, stiamo cercando di offrire un soccorso personalizzato, su misura del richiedente. Per esempio – spiega - inviando sul telefonino del paziente (o chi per lui) un link attraverso il quale è possibile stabilire una diretta video con la centrale operativa e trattare con immediatezza l’emergenza. Ci sono state donne - ricorda - che in questo modo sono riuscite a partorire in ascensore. Oppure, eseguendo a domicilio un elettrocardiogramma – continua - l’intelligenza artificiale dell’apparecchio è in grado di confrontarlo con migliaia di altri tracciati in memoria e dare così un’indicazione, con una percentuale di probabilità, se si tratta di infarto del miocardio anteriore, laterale, posteriore: ovviamente esito valutato da un professionista. E poi c’è un secondo binario – aggiunge ancora Mostarda - quello dell’appropriatezza organizzativa. Quando si deve prestare soccorso – precisa - bisogna conoscere qual è la dislocazione dei nostri mezzi, delle automediche, sapere se c’è traffico sulle vie di collegamento da percorrere e in quella specifica fascia oraria. E questo risultato si ottiene sempre grazie all’IA”.
I numeri della centrale e le prospettive di assunzione
In sostanza, il 118 è un esercito bianco hi-tech sempre in “guerra”. “La centrale di Roma e provincia – fa i conti il direttore - gestisce un'utenza potenziale che supera abbondantemente i quattro milioni di persone. Complessivamente – elenca – in tutta l’Ares lavorano circa tremila operatori. Quasi l’80% dei servizi sono coperti da professionisti interni, il resto da esterni. Ogni anno, solo di personale si spendono poco più di 150 milioni di euro. E continuiamo ad assumere. Abbiamo bisogno di ingegneri di processo e specialisti di sistemi complessi. Dobbiamo avere professionisti sanitari sempre più competenti da un punto di vista clinico-assistenziale e super tecnici”.