AGI - Per millenni in Europa gli uomini hanno avuto un accesso privilegiato agli alimenti più ricchi di proteine animali rispetto alle donne. E' quanto emerge da uno dei più ampi studi mai realizzati sulle abitudini alimentari delle popolazioni del passato, pubblicato su PNAS Nexus da ricercatori della Simon Fraser University in Canada, che hanno ricostruito 10 mila anni di storia alimentare europea analizzando i resti scheletrici di oltre 12 mila individui provenienti da quasi 400 siti archeologici.
Lo studio fornisce una delle prove più solide finora disponibili dell'esistenza di disuguaglianze alimentari legate al genere nelle società europee antiche. I ricercatori hanno esaminato 12.281 individui provenienti da 393 siti distribuiti nel continente europeo e datati tra circa 10.000 anni fa e l'età medievale, utilizzando l'analisi isotopica delle ossa per ricostruire la composizione della dieta.
Gli isotopi dell'azoto consentono infatti di stimare il consumo di proteine animali, mentre quelli del carbonio permettono di valutare l'apporto di alimenti vegetali, in particolare cereali e piante coltivate.
I parametri
Per confrontare le differenze tra popolazioni appartenenti a epoche e aree geografiche diverse, gli autori hanno adottato un metodo mutuato dall'economia, il cosiddetto rapporto interdecile, che misura il grado di disuguaglianza all'interno di una distribuzione. I risultati mostrano che gli uomini figuravano più frequentemente tra gli individui con le diete più ricche di proteine animali, mentre le donne erano sovrarappresentate nei gruppi con alimentazione più povera. Le disparità erano già presenti nelle prime società agricole neolitiche, sviluppatesi tra circa 10.000 e 2.000 anni prima di Cristo, anche se relativamente contenute.
Le differenze si accentuano progressivamente durante l'Età del Bronzo, tra il 3300 e il 1200 avanti Cristo, in parallelo allo sviluppo di sistemi agricoli più produttivi e all'emergere di società maggiormente stratificate. Il divario raggiunge il massimo nell'Antichità classica, tra il VII secolo avanti Cristo e il V secolo dopo Cristo, periodo caratterizzato da strutture sociali complesse e da una crescente distinzione tra gruppi privilegiati e popolazioni subalterne.
Secondo Michael Richards, professore di Archeologia alla Simon Fraser University e autore senior dello studio, le differenze osservate appaiono principalmente determinate da fattori culturali. Nelle società più antiche ottenere carne, latte o altri prodotti animali richiedeva infatti un notevole investimento energetico, mentre nelle epoche successive questi alimenti acquisirono anche un elevato valore economico e simbolico, diventando beni di prestigio maggiormente destinati agli uomini. Gli autori riconoscono che alcuni fattori biologici potrebbero contribuire in parte alle differenze alimentari, poiché le donne necessitano mediamente di un apporto calorico inferiore rispetto agli uomini.
Perché le disuguaglianze
Tuttavia, l'aumento progressivo delle disuguaglianze nel corso dei millenni suggerisce che il fenomeno sia stato largamente influenzato dalle norme sociali e dalle gerarchie culturali. Le disparità risultano particolarmente marcate nel Medioevo, quando l'analisi isotopica evidenzia nette differenze tra individui appartenenti alle classi elevate e popolazioni meno abbienti, indicando una crescente polarizzazione nell'accesso alle risorse alimentari più pregiate. Lo studio e' stato coordinato dalla Simon Fraser University in collaborazione con l'Institut National de Recherches Arche'ologiques Pre'ventives francese e il laboratorio Ge'osciences Environnement Toulouse. Parte delle analisi isotopiche e' stata effettuata presso il laboratorio dedicato della Simon Fraser University, uno dei pochi al mondo ospitati all'interno di un dipartimento universitario di archeologia.