AGI - Perquisizioni tra Viterbo, Montefiascone e Soriano nel Cimino dopo la comparsa di una scritta anarchica nel capoluogo laziale inneggiante ai due militanti morti per l'esplosione di un ordigno rudimentale nel Parco romano degli Acquedotti. La scritta "Sara e Sandro vivono nelle nostre lotte" con il simbolo della 'A' cerchiata è stata tracciata con vernice spray nera su un muro di un parcheggio condominiale nel quartiere Carmine di Viterbo.
Sull'episodio sono in corso verifiche da parte della Digos, che nelle ultime ore ha effettuato perquisizioni nelle abitazioni di due persone considerate vicine agli ambienti anarchici locali. L'intento è individuare gli autori della scritta e accertare eventuali collegamenti con altri episodi o con messaggi circolati negli stessi circuiti dopo la morte dei due militanti. Le indagini proseguono e, allo stato attuale, nessuna ipotesi viene esclusa.
Appuntamenti anarchici a Viterbo e il caso Cospito
Lo scorso 7 e 8 febbraio, a Viterbo, si sono svolti due appuntamenti della galassia anarchica: un corteo che ha attraversato le principali vie della città e, il giorno successivo, un convegno internazionalista dal titolo "Sabotiamo la guerra e la repressione", ospitato in un locale di via Treviso. Durante il corteo è stato esposto anche uno striscione con la scritta: "Fuori Alfredo dal 41 bis", in riferimento ad Alfredo Cospito, condannato a 23 anni di reclusione e detenuto da quattro anni in regime di carcere duro. A maggio il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dovrà decidere se confermare o meno il regime del 41 bis. Nel 2023 l'anarchico aveva intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro il regime detentivo, chiedendo gli arresti domiciliari a Soriano nel Cimino, presso l'abitazione della sorella Claudia e del compagno Stefano Del Moro. Richiesta che gli fu negata.
Presidio anarchico proibito a Roma
Sul web, intanto, la galassia anarchica ha organizzato un presidio per la mattina di domenica 29 marzo, in via Lemonia, a pochi passi dal casale sito in via delle Capannelle, dove i due anarchici libertari il 18 marzo sono morti per l'esplosione di un ordigno artigianale che, secondo le evidenze investigative, stavano assemblando. La manifestazione è stata però proibita dal questore di Roma che ha firmato questa mattina il provvedimento con cui ha disposto il divieto allo svolgimento del presidio motivandolo con l'esigenza "di tutelare la integrità dei luoghi in cui si è consumato l’evento esplosivo ai fini investigativi, anche in ossequio al sequestro disposto dall’Autorità Giudiziaria, ed in ragione del fatto che il presidio, così come pubblicizzato, sarebbe seguito da uno spostamento proprio alla volta del predetto casale".
Motivazioni del divieto
L’iniziativa, per la quale alcun preavviso è stato formalizzato a norma di legge, si rivela peraltro in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica, attesa la inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito e lo spirito “celebrativo” cui la stessa è ispirata, teso alla esaltazione -in una irrituale chiave commemorativa- di condotte, quali l’assemblaggio di un ordigno, finalizzate al compimento di gravi azioni delittuose.