AGI - La famiglia nel bosco entra a Palazzo Madama in tarda mattinata. Poco meno di un'ora per un incontro voluto dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Tanto è durato, a palazzo Giustiniani, il colloquio fra la seconda carica dello Stato con Catherine e Nathan, i due genitori della 'famiglia del bosco' che chiedono di poter tornare insieme ai loro figli.
Famiglia nel bosco: l'appello della madre
Sono arrivati a palazzo Giustiniani in macchina con uno dei loro legali, Danila Solinas, e un'interprete. Con la voce rotta dal pianto, Catherine Birmingham, - stivali marroni, gonna e camicia di colore bianco, un cestino di vimini per borsa - ai cronisti assiepati e in attesa, alla fine, ha letto una lettera che sa di appello.
Al suo fianco il marito, Nathan Trevaillon, una mano che le accarezzava la spalla. Segno di condivisione e di conforto in questi giorni che non negano essere "difficili e dolorosi".
"Con l'Italia abbiamo gli stessi valori"
"Dopo mesi di completo silenzio, Nathan e io vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine a chiunque ci abbia supportato in questi giorni lunghi e profondamente difficili, pieni di dolore e tristezza per i nostri bambini. Abbiamo scelto l'Italia perché aveva gli stessi valori con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l'amore, lo stare insieme, il vivere e il mangiare in maniera naturale e più di tutto un'esistenza piena d'amore e pace, dove le persone si supportano", ha detto la donna, madre dei tre bambini allontanati dalla famiglia.
"Vogliamo tornare ad essere una famiglia"
"Ciò che Nathan e io siamo venuti a offrire qui oggi era la nostra verità e il nostro continuo impegno a essere i genitori responsabili, rispettosi e amorevoli che siamo e con questa verità nel dolore più insopportabile siamo venuti qui a tendere una mano a chiedere di essere ascoltati e a chiedere di tornare a essere di nuovo una famiglia", ha spiegato Catherine.
La famiglia nel bosco: "Abbiamo sempre rispettato le regole"
Per poi sottolineare: "Siamo sempre stati rispettosi delle leggi e delle regole, non abbiamo mai giudicato, litigato né abbiamo mai instillato nei nostri bambini odio o sfiducia nei leader e nelle autorità giuridiche e istituzionali intorno a noi. Abbiamo vissuto in pace e in armonia, abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione italiana e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni o abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro comune e alla terra in cui viviamo".
Ha quindi ringraziato La Russa: "le istituzioni quando ascoltano e oggi hanno dato dimostrazione di questo, il nostro sincero e sentito ringraziamento al presidente del Senato italiano per averci ricevuto e supportato". E ha usato l'italiano: "grazie di cuore", ha detto per accomiatarsi dai giornalisti.
La Russa: "Occorre stemperare il clima"
L'obiettivo dell'incontro lo ha poi spiegato lo stesso La Russa: "Era mia intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato intorno a questa vicenda. Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell'autorità giudiziaria né tanto meno voglio giudicare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Quello che spero possa essere utile è invitare tutti - è la mia moral suasion - affinché vengano eliminate le rigidità di tutti e tutte le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita con i figli che come è naturale possano stare con il padre e la madre", ha detto la seconda carica dello Stato che nei giorni scorsi aveva 'respinto al mittente' i j'accuse con i quali venivano avanzate ipotesi di possibili strumentalizzazioni dell'incontro, visto il referendum sulla giustizia alle porte.
La Russa critica il tribunale dei minorenni dell'Aquila
In un'intervista a 'IL Centro' il presidente del Senato aveva peraltro osservato: "I giudici del tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno inventato il reato di speranza. Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé. Mi ha lasciato interdetto. Sapete perché questo provvedimento è sbagliato? Hanno separato i bimbi dalla madre, dicendo che lei era incompatibile. Del padre, invece, parlano benissimo. A questo punto, mi chiedo: perché non affidarli fin da subito al padre, visto che con lui, per stessa ammissione dei giudici, i bambini hanno un rapporto bellissimo?".