AGI - Sono stabili ma molto gravi le condizioni sanitarie di Tommasino, il bimbo di 2 anni cui è stato trapiantato un cuore 'bruciato' da una errata conservazione il 23 dicembre scorso e che ora è da più di 50 giorni attaccato a una macchina cuore-polmone all'ospedale Monaldi. Lo rende noto il bollettino diffuso dall'Azienda sanitaria dei Colli di cui l'ospedale fa parte, autorizzata a diffondere con cadenza giornaliera lo stato di salute del piccolo, "salvo diversa necessità".
"Alle ore 14 del 15/02/2026 le condizioni cliniche del piccolo paziente che ha ricevuto il trapianto in data 23/12/2025 si presentano stabili, in un quadro di grave criticità. Il piccolo è ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. Allo stato il paziente permane in lista trapianto fino a nuova valutazione", recita il bollettino.
La mamma: mi appello anche al Papa
"Ho accantonato tutto. Al momento provo solo dolore e tanta voglia che mio figlio torni a casa. Non desidero certo che muoiano altri bambini, vorrei solo che mi aiutino a trovare un cuoricino compatibile per mio figlio. Solo questo cerco io. Mi appello anche al Papa". Ha detto Patrizia, la mamma di Tommasino in video-collegamento con Domenica In su Rai 1.
"Aspettavamo da due anni il trapianto e quando è arrivato, non è andato come speravamo. Mi hanno chiamato dopo l'operazione dicendo che c'era un problema. Il cuoricino non partiva. La verità - ha aggiunto - è che all'inizio non mi sono fatta troppe domande perché il dolore era troppo grande. Poi pian piano, grazie al mio avvocato, abbiamo presentato delle denunce per capire. Infine qualche anima buona ha fatto sapere ai giornali il vero motivo per cui mio figlio lotta tra la vita e la morte".
"Mio figlio - ha evidenziato - era già in sala operatoria di mattina, non lo posso dimenticare perché me lo hanno fatto salutare. Il cuore è arrivato alle 14,30 e mi hanno comunicato che sarebbe cominciata l'operazione. Dopo diverse ore mi dicono del problema: il cuore non ripartiva. Ma il bambino non era in terapia intensiva, era ancora in sala operatoria".
L'impegno dell'azienda sanitaria dei Colli
"Si ritiene necessario ribadire che il Polo di Cardiochirurgia dell'Azienda dei Colli è da sempre in rete con le principali strutture mediche del Paese che si occupano della materia. La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico-terapeutiche e assistenziali assunte dai medici curanti nell'esclusivo interesse del paziente", conclude la nota.
Ieri la Direzione sanitaria ha confermato che "la decisione assunta nella giornata di venerdì da parte Heart Team è stata quella di mantenere il bambino in lista di trapianto, sussistendo ad opinione del medico responsabile le condizioni cliniche".
Il parere del Bambino Gesù
Secondo l'ospedale Bambino Gesù, il bambino ricoverato al Monaldi di Napoli, trapiantato con un cuore 'bruciato', "non è più trapiantabile". Lo ha detto l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, precisando però che per il Monaldi resta in lista trapianti. "Ci hanno comunicato dalla Direzione del Monaldi che il Bambino Gesù ha dato parere negativo sulla trapiantabilità, ma secondo il medico che ha operato il bambino al Monaldi, il bambino è ancora trapiantabile. Quindi quanto meno fino a lunedì il bambino rimarrà in lista trapianti. Lunedì poi si aggiorneranno sulla questione".
Il bimbo è collegato a una macchina cuore polmone
La mamma del piccolo aveva chiesto un secondo parere all'ospedale pediatrico romano. La donna aveva precedentemente comunicato che il Ministero aveva posto il figlio al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani, sperando nell'arrivo immediato di un cuore compatibile, ma oggi è arrivato il drammatico parere del Bambino Gesù.