AGI - Sulla frana di Niscemi "in questi giorni non sono mancati gli sciacalli. Anche in giacca e cravatta": lo ha denunciato il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, durante l'informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria.
Musumeci ha parlato di "veri e propri atti di sciacallaggio dentro e fuori le istituzioni, anche dietro un'apparenza formale". "Non intendo certo ignorare la campagna mediatica che si è sviluppata attorno a presunte inefficienze del governo e questo ministro in tema di Protezione civile", ha premesso il ministro, lamentando però che sia "andata ben oltre la normale dialettica politica" caratterizzandosi per "giudizi sommari e frettolose ricostruzioni che hanno cercato in malafede un capro espiatorio, soprattutto sulla frana di Niscemi, invece di contribuire a una seria comprensione dei fatti".
"Prima di fare pagelle sulla credibilità degli altri bisognerebbe avere l'umiltà di pesare alla propria credibilità", ha aggiunto.
Non ancora definite soluzioni abitative
"Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state costrette ad abbandonare per sempre le loro case" a Niscemi: lo ha riferito il ministro per la Protezione civile, Nello
Musumeci.
"Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva", ha aggiunto, "ricordo che i sindaci sono la prima autorità di protezione civile, e sono i responsabili della pianificazione urbanistica e della vigilanza urbanistica del loro territorio".
"Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva", ha sottolineato il ministro, "ovviamente da confrontare con la comunità scientifica per gli aspetti connessi alla sicurezza. In tal senso comunico di aver istituito presso il Dipartimento Casa Italia che si occupa di ricostruzione e di prevenzione strutturale una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno".
"Per il governo Meloni quella di Niscemi non è una questione legata a risorse finanziarie". Ha sottolineato il ministro della Protezione civile. Le risorse "ci sono e sono disponibile a dare corpo a un progetto condiviso con le amministrazione locali", ha assicurato il ministro, "credo che sia su questa posizione anche il governo della regione siciliana che ha già offerto in tal senso ampie disponibilità".
Ciciliano, la frana riguarda area di 4 km e ancora si muove
"La frana di Niscemi ha interessato un'area di circa 4 km quadrati, gigantesca, con una linea di coronamento di circa 1,7 km e una profondità nel corpo di frana di circa 4 chilometri che si sta ancora muovendo ma con velocita' ridotta": lo ha riferito il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, nell'audizione alla Camera sugli derivanti dalla condizione d'insularità.
"È stata individuata in via assolutamente preliminare e precauzionale questa fascia di rispetto che dal margine del precipizio entra nella città per circa 150 metri", ha spiegato Ciciliano, "con i centri di competenza del Dipartimento della Protezione civile si sta facendo una valutazione di carattere puntuale per analizzare questa fascia di 150 metri, perché una quota parte sarà sicuramente impossibile da ripopolare e poi c'è la parte restante che entra nel comune di Niscemi che ovviamente va analizzata per consentire il ritorno alla possibilità di fruizione di queste case".
Dopo i controlli eseguiti anche con l'ausilio di rilievi satellitari, ha aggiunto il capo della Protezione civile, "in base valutazioni ci sarà la possibilità reale di restituire quota parte di quella fascia ai cittadini Niscemi, per poter consentire loro di ritornare nelle proprie abitazioni".