AGI - La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella nel processo sul sequestro e l'omicidio di Cristina Mazzotti avvenuto 50 anni fa. È stato invece assolto Antonio Talia.
Condanna per omicidio aggravato
Calabrò e Latella sono stati condannati per omicidio volontario aggravato mentre è stato disposto il 'non doversi procedere' per il sequestro di persona perché il reato è estinto per 'intervenuta prescrizione'.
Talia è stato assolto per non avere commesso il fatto. I giudici hanno inoltre stabilito che Marina e Vittorio, sorella e fratello di Cristina, dovranno essere risarciti dai due condannati in separata sede civile e che la sentenza dovrà essere affissa in diversi Comuni, tra cui Como, Eupilio e Castelletto Ticino.
"Pagina di giustizia"
"La sentenza della Corte di Assise di Como è una pagina di grande dignità della giurisdizione. Rende omaggio alla memoria di Cristina Mazzotti e al dolore dei congiunti. E finalmente segna il crollo dell'impunità di Demetrio Latella e soprattutto di Giuseppe Calabro', capo indiscusso della Ndrangheta in Lombardia". E' il commento dell'avvocato Fabio Repici, legale dei familiari di Teresa Mazzotti, dal cui impulso sono ripartite le indagini che hanno portato alle due condanne all'ergastolo per l'omicidio della ragazza di 18 anni.