AGI - "Sulle liste di attesa si sta giocando una partita fondamentale, o la vinciamo, o rischiamo di perderla tutti". Va dritto al punto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo alla conferenza di presentazione dei risultati dell'attività dei Carabinieri Nas lo scorso anno, dati forniti dal comandante, generale Raffaele Covetti.
"Il diritto alla salute non è negoziabile", le liste d'attesa sono una "questione di onestà" e "stiamo affrontando con decisione un problema su cui prima la faccia", ma occorre "un impegno forte delle Regioni e dei direttori generali e sanitari" delle aziende, ha detto Schillaci. "Quello delle liste d'attesa è un tema che mi sta particolarmente a cuore e che, devo dire, sta ancor più a cuore ai cittadini", ha aggiunto il ministro, ricordando che i controlli mirati sono partiti nel 2023, su sua disposizione, effettuando finora ottomila verifiche sul funzionamento dei servizi, sui volumi di intramoenia e sul ricorso ai 'gettonisti'. Da questi controlli sono emersi circa 1.700 casi, poi deferiti all'autorità amministrativa o giudiziaria.
Controlli e irregolarità emerse dai Nas
Solo lo scorso anno sono stati 1.930 i controlli nell'erogazione delle prestazioni specialistiche per verificare il corretto funzionamento dei sistemi di prenotazione, la gestione delle agende e le prestazioni in intramoenia. Sono emerse irregolarità come accessi abusivi ai sistemi di prenotazione per modificare illecitamente le agende o agende chiuse per il malfunzionamento del sistema informativo. Per la sola intramoenia, dai controlli risultano "oltre 900 criticità" che riguardano in particolare la gestione delle prenotazioni e i volumi di attività in intramoenia superiori al 50 per cento rispetto alle prestazioni che dovrebbero essere garantite a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Sono numeri che emergono da controlli mirati, richiesti proprio sulla base dei dati che indicavano un eccessivo ricorso all'intramoenia.
Il diritto alla salute e la legge sull'intramoenia
Il ministro ha sostenuto che la legge è chiara: da oltre un anno "dice esplicitamente che le prestazioni di intramoenia non devono superare quelle a carico del Servizio Sanitario Nazionale. E che il cittadino deve ricevere la prestazione anche ricorrendo all'intramoenia, ma pagando solo il ticket o nulla se esente. Cosa che, a quanto pare, in tante realtà ancora non avviene". Stiamo parlando del diritto alla salute, un diritto che non è negoziabile e che non può diventare un privilegio di chi ha la possibilità di pagare o risiede in una regione piuttosto che un'altra. Il Ministero sta combattendo questo problema, che nasce soprattutto dalla disorganizzazione, attraverso risorse, una legge chiara, e controlli costanti dei Nas. Schillaci ha ribadito che le liste d'attesa esistono da almeno 30 anni e che il Governo sta affrontando la questione con determinazione.
Responsabilità regionali e manipolazione dei dati
Schillaci ha sottolineato che la gestione delle liste d'attesa "non è una partita a giocatore singolo". Le responsabilità sono definite nell'ordinamento. Se il ricorso all'intramoenia è fuori controllo, esiste una responsabilità a livello aziendale (efficienza e organizzazione) e una a livello regionale (programmazione e controlli). Le Regioni devono impegnarsi e i direttori generali e sanitari devono essere più attenti, come previsto dalla legge. Devono cessare immediatamente le pratiche di manipolazione dei dati per apparire in ordine. Agende pulite sulla carta e liste apparentemente brevi sono "trucchi che definisco scandalosi, artefatti solo per mostrare standard che poi non corrispondono a quello che i cittadini vedono ogni giorno. L'unico effetto che producono è nascondere le condizioni vere dei servizi che quei cittadini avrebbero diritto a ricevere. Questo non è solo un problema tecnico, ma un problema di onestà", dice.
Buone pratiche e futuro del SSN
Per Schillaci "non si tratta di fare scaricabarile. Si tratta di far funzionare un sistema che, quando vuole, funziona davvero, che rappresenta motivo di orgoglio all'estero e vogliamo resti un modello. E ce lo dicono proprio i risultati dei controlli dei Nas". Il ministro non ha mancato inoltre di sottolineare che dai controlli, "accanto alle criticità, sono emerse anche buone pratiche che meritano di essere citate. Contatti diretti tra medici di famiglia e specialisti per migliorare l'appropriatezza delle prescrizioni. Non dimentichiamo, del resto, che le prescrizioni inappropriate ingolfano il sistema, negando l'accesso alle cure a chi ne ha davvero bisogno. Procedure di pulizia delle liste per eliminare prenotazioni obsolete o non più necessarie".
E ancora: la presenza di centri interni di prenotazione per la gestione dei percorsi di cura; sistemi di recall che sono e che siano efficaci. Per Schillaci "se c'è la volontà, il sistema funziona meglio. Non è un'opinione, è un dato che emerge chiaramente dai controlli. Non abbiamo mai pensato che questa fosse una sfida semplice, non a caso, in passato, nessuno ha voluto affrontare direttamente, ma dobbiamo impegnarci fino in fondo. Un servizio sanitario pubblico e universalistico, che guardi soprattutto a chi è più debole, è in questa nazione irrinunciabile. In questo impegno c’è bisogno di tutti", conclude.