AGI - Al via questa mattina i primi controlli all'ingresso dell'Istituto Einaudi Chiodo della Spezia, dove il 18enne Youssef Abanoub è stato ferito mortalmente da una coltellata inferta da un compagno di scuola. Forze dell'ordine con l'unità cinofila e metal detector sono presenti davanti all'istituto.
Il vertice in Prefettura
La decisione di impiegare misure di sicurezza più stringenti era stata presa nei giorni scorsi, nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura alla Spezia, che aveva detto sì ai metal detector portatili a scuola per scongiurare l’introduzione di armi bianche. I metal detector quindi hanno iniziato a scansionare gli zaini, a due settimane dall'uccisione del giovane studente.
La stretta del governo sui coltelli
La decisione di introdurre i metal detector nelle scuole è finalizzata, come hanno spiegato i ministri Valditara e Piantedosi, a contrastare l'utilizzo dei coltelli tra i giovani. Ed è stata formalizzata in una circolare firmata due giorni fa dai titolari dei due dicasteri (Istruzione e Interno).
La misura potrà essere adottata su richiesta dei dirigenti scolastici nell'ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche.
La circolare ministeriale
Nella circolare firmata da Valditara e da Piantedosi si sottolinea che "il compimento di gravi atti di violenza tra giovani, il rinvenimento di armi o di altri oggetti atti ad offendere all'interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nonché la presenza di fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti hanno fatto emergere come anche la scuola risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale, richiedendo una risposta istituzionale coordinata".
"Se è vero, infatti, che le attività di presidio del territorio, di vigilanza e di intervento tempestivo costituiscono una condizione necessaria per contrastare fenomeni illeciti e affermare in modo concreto la presenza dello Stato, è altrettanto evidente che le stesse, per risultare pienamente efficaci, devono essere accompagnate dal rafforzamento della capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle Forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile".
L'obiettivo è creare contesti educativi sicuri
"In questa prospettiva, le misure di controllo diventano parte integrante di una strategia complessiva che mira a creare contesti educativi sicuri e regolati, all'interno dei quali possano svilupparsi relazioni positive e percorsi di crescita consapevole. Allo stesso modo, le iniziative di prevenzione sociale ed educativa trovano un necessario sostegno nella certezza delle regole e nella capacità delle istituzioni di intervenire con prontezza laddove emergano situazioni di rischio, evitando che comportamenti pericolosi o illegali si consolidino o degenerino".
La circolare conclude confidando nella "consueta collaborazione" e che "sia data piena e puntuale attuazione alla presente direttiva, nella consapevolezza che solo attraverso un impegno condiviso è possibile contrastare i fenomeni di illegalità e rafforzare il ruolo delle scuole quali luoghi di formazione sicuri e inclusivi".
Controlli anche a sorpresa
Significherà che su richiesta dei dirigenti scolastici nel pieno "rispetto dell'autonomia scolastica", insieme ai prefetti si potrà decidere di fare dei controlli nelle scuole, davanti, all’ingresso, in connessione al fenomeno crescente dell’utilizzo di coltelli da parte dei ragazzi.
Potrà essere fatto "a sorpresa quando sarà richiesto dai dirigenti, resta fermo che se ci sono problemi di commissione di reati, di indagini giudiziarie, potrà essere fatto in maniera diversa".