AGI - "Se dovessi vincere Sanremo non parteciperei all'Eurovision". Levante, attesa sul palco dell'Ariston per la terza volta, sceglie di dare forfait alla competizione internazionale in caso di vittoria al Festival criticando la presenza di Israele ammessa nuovamente in gara dalla European Broadcasting Union. "È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi", afferma la cantautrice.
A poco meno di un mese dall'inizio di Sanremo (24-28 febbraio) il dibattito sul ruolo di Tel Aviv nella Striscia si affianca così alle tradizionali anticipazioni musicali. Ieri tre consiglieri di amministrazione della Rai (Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Roberto Natale) hanno preso posizione: "La Palestina deve trovare ospitalità sul palco dell'Eurovision, se non si vogliono sfregiare i valori di inclusione e di fratellanza che la musica porta con sé".
La posizione della Rai e l'anticipo della ricognizione
E oggi la questione è stata affrontata anche negli studi Rai di Milano e Roma durante la conferenza stampa successiva al preascolto delle canzoni di Sanremo riservato ai giornalisti. "La Rai ha chiesto di non chiudere gli occhi, l'abbiamo detto quando c'è stata la richiesta e questa è la nostra posizione", spiega Fabrizio Casinelli, direttore della Comunicazione Rai rispondendo a una domanda sulla posizione dell'azienda in merito a una eventuale partecipazione della Palestina alla gara internazionale in programma a Vienna. Per non trovarsi alle prese con eventuali defezioni dell'ultimo minuto all'Eurovision, la Rai ha deciso di anticipare alle giornate del Festival la 'ricognizione' tra cantanti e case discografiche per incasellare così - prima della conclusione della competizione canora - le intenzioni degli artisti in caso di vittoria.
La modalità di adesione all'Eurovision
A spiegare la linea della tv pubblica è Claudio Fasulo vicedirettore della direzione intrattenimento Prime Time. "La modalità di adesione dei cantanti all'Eurovision Song Contest da qualche anno è basata su una diretta comunicazione da parte della casa discografica stessa. Noi distribuiamo un modulo a monte e la risposta positiva o meno è contenuta in questo modulo", la premessa. "È possibile quindi che un artista decida di non partecipare per vari motivi. Al momento stiamo sondando in maniera informale quali sono i feedback delle case discografiche. È rispettabilissima la posizione di Levante" tuttavia "sembra che ci sono molti intenzionati a partecipare" all'Eurovision, prosegue.
Feedback anticipato durante il festival
"Nel momento in cui viene espresso un orientamento - dice ancora Fasulo - non ci sono motivi per cui si possa pensare che potranno esserci dei cambi di direzione. Non a caso in questa edizione pensiamo, proprio per non trovarci a disagio la domenica mattina nella conferenza stampa post finale, di anticipare l'iter in modo da avere un quadro completo. Stiamo pensando di chiedere un feedback, un riscontro, durante la settimana del Festival nell'interesse nostro e di tutti gli amici discografici. Almeno la prima serata in modo che ogni gruppo di lavoro possa avere una verifica e da lì procederemo alla richiesta di adesione o meno all'Eurovision Song Contest di Vienna".