"Sono in buona salute". Papa Francesco non pensa alle dimissioni

"Sono in buona salute". Papa Francesco non pensa alle dimissioni

Bergoglio ricorda il suo predecessore e definisce Ratzinger "un gentiluomo". "Ho perso un padre". Le critiche di cardinali e vescovi sono "come un'eruzione cutanea che ti infastidisce un po'" ma "aiutano a crescere". "Meglio che si facciano in faccia". E sull'omosessualità: "Non è un crimine, ma è un peccato"

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© Alberto PIZZOLI / AFP

 
- Papa Francesco

AGI - "Sono in buona salute. Per la mia età, sono normale". Papa Francesco, in una intervisata all'Associated Press, torna sulle sue condizioni di salute e sulle voci di possibili dimissioni. Il Pontefice afferma di non aver nemmeno preso in considerazione l'emissione di norme per regolare le future dimissioni papali e prevede di continuare il più a lungo possibile come vescovo di Roma, nonostante un'ondata di attacchi da parte di alcuni cardinali e vescovi di alto rango.

"Potrei morire domani, ma è sotto controllo. Sono in buona salute", ha ironizzato Francesco. Le speculazioni sulla salute del Papa e sul futuro del Pontificato sono aumentate solo dopo la morte di Benedetto XVI, le cui dimissioni nel 2013 hanno segnato un punto di svolta per la Chiesa cattolica come primo Pontefice in sei secoli a ritirarsi.

"Ho perso un padre", "un buon compagno", "una sicurezza". Papa Francesco parla del Papa Emerito Benedetto XVI descrivendolo come un "gentiluomo" e sottolineando di, alla sua morte, aver perso un padre. "Per me, era una sicurezza. Di fronte a un dubbio, chiederei la macchina e andrei al monastero e chiederei", ha affermato ricordando le sue visite al Monastero Mater Ecclesiae. "Ho perso un buon compagno".

E il Pontefice commente anche le vicende interne al Vaticano, con gli attriti tra presunte "fazioni". Le critiche di cardinali e vescovi che sono scoppiate in pubblico nelle settimane successive alla morte di Benedetto XVI, sono state spiacevoli "come un'eruzione cutanea che ti infastidisce un po'", ma è meglio che tenerle nascoste, perché comunque "aiutano a crescere" anche se è "meglio che si facciano in faccia". "Preferisco che non critichino, per motivi di tranquillità", ha spiegato il Pontefice. "Ma - ha aggiunto - preferisco che lo facciano perché significa che c'è libertà di parola".

"Se non fosse così, ci sarebbe una dittatura della distanza, come la chiamo io, dove l'imperatore è lì e nessuno può dirgli nulla". "No, lasciateli parlare perché... La critica ti aiuta a crescere e migliorare le cose". Le opposizioni, ha poi precisato, "non le metterei in relazione con Benedetto XVI, ma con il logorio di un governo di 10 anni", ha continuato Francesco. All'inizio l'elezione di un Papa sudamericano era stata accolta con un senso di "sorpresa", poi è arrivato il disagio "quando hanno cominciato a vedere i miei difetti e non li hanno graditi. L'unica cosa che chiedo è che me lo facciano in faccia, perché è così che cresciamo tutti, no?", ha aggiunto il Papa.