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Il fortino dell'Aquila dove regna il 41 bis 

Il fortino dell'Aquila dove regna il 41 bis 

Nel penitenziario abruzzese dove è stato trasferito Messina Denaro ci sono oltre 100 detenuti in regime di carcere duro. Nella struttura è rinchiusa anche l'ex brigatista rossa, Nadia Desdemona Lioce

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La cattura di Matteo Messina Denaro

AGI - Dopo l’arresto avvenuto ieri a Palermo Matteo Messina Denaro, il boss che era ricercato da 30 anni, è stato trasferito ieri sera con un volo militare all’aeroporto di Pescara per poi raggiungere il supercarcere dell’Aquila.

Il penitenziario abruzzese accoglie oltre 100 detenuti in regime di 41bis. La struttura fu terminata nel 1986 ed entrò in funzione nel 1993, con la dismissione del vecchio carcere cittadino, ubicato nel centro storico della città nell'antico convento adiacente alla chiesa di San Domenico che nel 1993 in piena 'tangentopoli' ha ospitato l’intera giunta regionale arrestata per abuso d’ufficio e falso.

Con l'aumento a livello nazionale dei detenuti sottoposti al regime carcerario dettato dall'articolo 41-bis della legge 10 ottobre 1986, n. 663 (legge Gozzini) avvenuto all'inizio degli anni '90, dal 1996 la struttura è principalmente adibita a questo tipo di custodia carceraria; ospita inoltre l'unico reparto femminile sottoposto a tale regime.

Tra le detenute donne c’è la brigatista rossa, Nadia Desdemona Lioce. Tra i detenuti eccellenti che hanno varcato l’ingresso del supercarcere, nomi del calibro di Leoluca Bagarella, Raffaele Cutolo, Sandro Lo Piccolo, Feliciano Mallardo, Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’ esponente dei casalesi, ma anche Felice Maniero della cosiddetta Mala del Brenta, detto 'faccia d’angelo', all’Aquila in regime di semilibertà.