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"Le azioni degli ambientalisti sono proporzionate all'emergenza " dice Cappato     

"Le azioni degli ambientalisti sono proporzionate all'emergenza " dice Cappato     

"Anche l'imbrattamento delle opere d'arte va considerato alla luce dell'insufficienza di risposte delle istituzioni" spiega il leader dell'associazione Coscioni che approva la disobbedienza civile dei giovani contestatori 

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© Nicola Marfisi / Agf - Marco Cappato

AGI -  Marco Cappato appoggia le azioni di disobbedienza civile dei ragazzi di ‘Ultima Generazione’,  anche le modalità scelte da loro, come l’imbrattamento di opere d’arte. “Sono reazioni proporzionate non solo all’urgenza della crisi climatica – dice all’AGI – ma anche all’insufficienza della risposta da parte delle istituzioni. In teoria quando una democrazia funziona bene, sono sufficienti i canali istituzionali per affrontare le istanze sociali più impellenti ma quello che accade nel mondo e in particolare in Italia è che la democrazia dei partiti fatica ad affrontare temi che vadano oltre il consenso immediato. E’ in questo contesto che matura la disobbedienza civile”. Cappato era presente ieri al presidio organizzato dal movimento ambientalista a sostegno di Simone Ficicchia, l’attivista per il quale la Questura di Pavia ha chiesto la misura della sorveglianza speciale per avere partecipato all’imbrattamento della Scala e ad altre proteste analoghe. Il pubblico ministero Mauro Clerici ha chiesto di ridimensionare la misura a ‘sorveglianza semplice’ considerando le sue condotte “non offensive”.

“Chi compie un atto di disobbedienza si assume la responsabilità dei danni provocati della proprie azioni  – considera Cappato – ma in questo caso chiedere una misura di prevenzione speciale significa che non è stato dato alcun valore alla connotazione della protesta come atto di disobbedienza. I danni alle opere d’arte? Ciascuno valuta la proporzionalità o meno delle azioni rispetto all’urgenza degli obbiettivi e nel caso dei ragazzi di ‘Ultima Generazione’ penso che siano azioni proporzionali. C’è da considerare anche che azioni che alienano il consenso delle persone possono servire a lanciare un allarme su un tema verso il quale non c’è attenzione sufficiente”.

Decine di volontari per accompagnare i malati in Svizzera 

Nel frattempo, altre due persone hanno chiesto di essere accompagnate a morire in Svizzera dall’associazione ‘Coscioni’. Nelle settimane scorse Cappato aveva lanciato un appello per trovare persone che volessero accompagnare malati intenzionati ad accedere al suicidio assistito in Svizzera perché il numero delle richieste è diventato esorbitante per le sue forze. “Sono decine le offerte di volontari arrivate che dovremo vagliare una a una. Intanto sono entrate ufficialmente nell’associazione due persone che conoscevamo già, pronte a nuove azioni: l’ex senatore Marco Perduca e la copresidente di Eumans, Virginia Fiume. E’ un segnale di speranza che ci siano molte persone che rischiano conseguenze giudiziarie anche pesanti per aiutarci”.

“Le persone che hanno la necessità di interrompere un’agonia insopportabile sono sempre di più in tutto il mondo come conseguenza del progresso medico-scientifico. In Italia senza regole che si facciano carico della realtà aumenta lo spazio per la clandestinità e per la sopraffazione di malati condannati a torture contro la loro volontà o che ottengono quelle che vogliono in assenza di controlli”. In questo contesto, per Cappato la grande assente è la politica: “Su questi temi non ho avuto nessuna interlocuzione né con la maggioranza né con l’opposizione. Silenzio totale e nemmeno mi illudo che le cose cambieranno”.