La listeria, il batterio che mette in crisi l’industria alimentare

La listeria, il batterio che mette in crisi l’industria alimentare

Negli ultimi mesi sono stati notificati nel sistema europeo di allerta alimentare ben 27 avvisi per la presenza di Listeria negli alimenti commercializzati in diversi Paesi. La crisi economica avrebbe influito sulla quantità e qualità dei controlli nelle aziende

  
listeria batterio mette crisi industria alimentare

© Adrien Nowak / Hans Lucas / Hans Lucas tramite AFP
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AGI - Nelle ultime settimane, riferisce il Paìs, si sono verificati due focolai di listeriosi in Danimarca e in Italia, che finora hanno colpito quasi 100 persone di cui quattro sono decedute. 

Di cosa si tratta? La Listeria monocytogenes è stato un batterio sconosciuto, ma dal 2019 è tristemente famoso in quanto associata al consumo di carne tritata contaminata che in Spagna ha interessato 254 persone, colpendone 4 a morte e provocando 6 aborti.

Poi negli ultimi mesi sono stati notificati nel sistema europeo di allerta alimentare (Rasff) ben 27 avvisi per la presenza di Listeria negli alimenti commercializzati in diversi Paesi. Tra questi, spiccano in particolare due casi: il primo, associato al consumo di crocchette di pesce prodotte in Danimarca, il secondo legato al consumo di alcune salsicce e insaccati prodotte in Italia

La situazione in sé è anomala e secondo il quotidiano spagnolo per alcuni “si spiegherebbe con la crisi economica, che avrebbe portato alcune aziende ad allentare i controlli e i sistemi di sicurezza alimentare per risparmiare sui costi”, anche se il numero dei casi non è ancora così allarmante, specie se confrontato con le statistiche europee.

  
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© Alain Le Bot / Photononstop / Photononstop via AFP 

E se ora ci sono più problemi associati alla Listeria rispetto a decenni fa, si pensa che in parte sia dovuto proprio al fatto “che viene analizzata e diagnosticata di più e meglio di prima”.

In ogni caso, la listeriosi è una “malattia di origine alimentare con il più alto tasso di ospedalizzazione e mortalità”; i soggetti più a rischio sono gli immunocompromessi, gli anziani (specie gli over 84), le donne incinte e i bambini piccoli.

I disturbi? Sepsi, meningite, polmonite, endocardite, grave lesioni nel feto o aborti mentre nelle persone sane produce in genere una lieve gastroenterite, con sintomi simili a quelli dell'influenza: diarrea, mal di testa, dolori muscolari e febbre, una sintomatologia che non richiede nemmeno l’intervento del medico.  

Ad ogni modo la monocytogenes “è oggi il batterio che desta maggiore preoccupazione nell'industria alimentare perché, oltre ad essere potenzialmente pericoloso per la salute, possiede alcune caratteristiche molto particolari che lo rendono capace di svilupparsi e sopravvivere in ambienti sfavorevoli”, scrive il Paìs, anche perché “è in grado di formare come delle pellicole su diverse superfici: tavoli da lavoro, macchinari, taglieri, coltelli, ecc. E gli alimenti che presentano il maggior rischio sono quelli che vengono venduti pronti al consumo, specie quelli conservati freddi per lungo tempo e che non necessitano di essere riscaldati o cotti: i prodotti a base di carne (salsicce, salumi, ecc.), pesce pronto (salmone affumicato), formaggi e latte crudo, panini preparati, ecc".

Come evitare i rischi? Scrive il giornale che se si è persone basta seguire alcune precauzioni come “lavare le mani, gli utensili, la frutta, separare i cibi crudi dai già pronti, scaldare o cuocere bene i cibi e refrigerare quelli deperibili" (il freddo non ferma la crescita della Listeria, ma la rallenta).