Maxi frode sui bonus edilizi per 186 milioni di euro di crediti d'imposta falsi

Maxi frode sui bonus edilizi per 186 milioni di euro di crediti d'imposta falsi

Le indagini della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Napoli hanno permesso di scoprire 'falsi crediti d'imposta' relativi a bonus facciate, ecobonus e ristrutturazioni edilizie a fronte di lavori mai eseguiti

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© Maria Laura Antonelli / Agf 
- Lavori edili 

AGI - I finanzieri del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal gip del capoluogo campano, per circa 186 milioni di euro di crediti d'imposta relativi ai cosiddetti "bonus facciate", "ecobonus" e "ristrutturazioni edilizie".

Dalle indagini è emerso "un sistema fraudolento, basato sulla creazione di falsi crediti d'imposta in capo a società e persone fisiche collegate agli organizzatori della frode, a fronte di lavori mai eseguiti: tali benefici fiscali, in maniera diretta o frazionata mediante cessioni intermedie, sarebbero poi stati venduti a un istituto finanziario, permettendo all'associazione delinquenziale di monetizzare oltre 16 milioni di euro".

Le attività di polizia giudiziaria hanno interessato le province di Roma, Latina, Caserta e Napoli.

In particolare, spiegano gli investigatori, l'inesistenza dei crediti è stata ipotizzata sulla base di accertamenti svolti "sugli immobili, che non sarebbero stati ristrutturati e, in alcuni casi, in evidente stato di abbandono"; "sui soggetti titolari dei crediti, che avrebbero comunque dovuto sostenere esborsi (dal 10 al 50% dell'importo totale della spesa) totalmente incompatibili con le proprie capacità patrimoniali e reddituali"; "sulle società che avrebbero dovuto eseguire i lavori, rivelatesi in realtà prive delle connesse capacità economiche e imprenditoriali".

Con parte dei proventi illeciti - ottenuti a fronte delle cessioni dei crediti nei confronti dell'istituto finanziario - si è accertato l'acquisto di una settantina di immobili, in provincia di Napoli, Latina e Caserta, per un valore complessivo di quasi 5 milioni di euro.

Un'ulteriore parte dei crediti - circa un milione - sarebbe invece stata utilizzata direttamente dall'ideatore della frode, per compensare i propri debiti tributari iscritti a ruolo. È stato quindi disposto il sequestro dei crediti e degli immobili nonché dei beni nella disponibilità dell'ideatore della frode.

L'attivita' trae origine da un'analisi di rischio sviluppata dall'Agenzia delle entrate - Divisione Contribuenti - Settore Contrasto Illeciti sulla spettanza dei bonus in materia edilizia previsti dal Decreto "Rilancio", a cui sono seguiti gli accertamenti delegati dalla procura di Napoli al Nucleo di polizia economico finanziaria.