Passato e futuro dell'Osservatorio di Brera, da 260 anni 'sentinella' del cielo

Passato e futuro dell'Osservatorio di Brera, da 260 anni 'sentinella' del cielo

E' in funzione continua dal 1763 ed è, insieme all'Osservatorio austriaco di Kremsmuenster, la stazione con la serie storica di misurazioni meteorologiche più lunga del mondo.

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© Mairo Cinquetti / NurPhoto / Afp 
- L'osservatorio di Brera 

AGI - Tutto è iniziato con due gesuiti che dal tetto del convento videro una cometa e convinsero Padre Louis La Grange, destinato poi a diventare matematico e astronomo, a osservare il cielo. E dal 1760 l'attività dell'Osservatorio Astronomico di Brera non si è mai fermata sia nell'osservazione degli astri che nella meteorologia. I gesuiti infatti insieme alle stelle cominciarono ad osservare tutti i fenomeni analizzabili nel cielo come la pioggia e la temperatura.

Proprio per questo ha ottenuto il riconoscimento di 'Osservatorio Centenario', premio che viene assegnato a quelle stazioni (oggi 140 in tutto il mondo) che possono vantare misurazioni meteo, con standard certificati, che durano ininterrottamente da oltre 100 anni. Riconoscimento ambito ma comunque che va addirittura stretto alla struttura milanese che detiene un record: è in funzione continua dal 1763 e con i suoi 259 anni di ininterrotta attività è, insieme all'Osservatorio austriaco di Kremsmuenster, la stazione con la serie storica di misurazioni meteorologiche più lunga del mondo. Nel 1764 su progetto di padre Ruggero Boscovich, venne costruita la prima specola. 

Si è fermato solo nel 1848 per le 5 giornate di Milano e quando fu danneggiato dai bombardamenti nel 1943

Da allora vengono annotati ogni giorno i dati, prima a mano, oggi informatizzati. Due sole le eccezioni: mancano i dati dal 18 al 22 marzo del 1848, le '5 giornate di Milano' perche "anche gli astronomi - spiega la prima ricercatrice e astrofisica Anna Wolter - erano sulle barricate". La seconda volta nel 1943 quando i bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero parte dello stabile e soprattutto, come viene annotato, "l'anemometro".

Dentro la cupola Giovanni Virginio Schiaparelli, direttore dell’Osservatorio 1862 al 1900, ancora oggi 'troneggia' il telescopio Merz, che ha un’apertura di 8 pollici (22 cm) e una lunghezza focale 320 cm. Telescopio da cui lo stesso Schiaparelli fece le prime osservazioni di Marte.     Bisognerà però attendere il 1873 perché fossero disponibili i fondi per costruire la cupola, eretta sopra il tetto del Palazzo di Brera. "Il telescopio - spiega Anna Wolter - è dotato di un congegno meccanico che comanda l’asse orario, facendo in modo che il puntamento del telescopio segua la rotazione diurna della volta celeste.

La cupola è costituita da una struttura in muratura sormontata da un cilindro di legno ricoperto di lastre di rame; il cilindro può essere ruotato per mezzo di un sistema meccanico azionato da una manovella, in modo da poter orientare la fenditura di osservazione nella direzione richiesta". Nel campo meteo, più recentemente l'Osservatorio, ha sostituito nel 1987 i secolari rilievi manuali ad una stazione di rilevamento automatico, poi integrata nella rete meteorologica regionale gestita da Arpa Lombardia. 

Tra i suoi astronomi può vantare Schiaparelli, Boscovich e Margherita Hack

Oggi conta 75 dipendenti di cui 50 sono ricercatori. E' in piena attività anche se servirebbero più fondi per restaurare il palazzo. Un problema, quello dei finanziamenti che da sempre segue l'attiuvità di ricerca, da quando, nel 1830, l'allora direttore Francesco Carlini chiese al Ministero di aumentare la fornitura di legna per riscaldare la stanza in cui un giovane astronomo, normalmente l'ultimo arrivato, doveva effettuare le osservazioni notturne, spesso saltate perchè il malcapitato si addormentava. 

Da allora di strada ne è stata fatta tanta e l'Osservatorio può vantare tra i suoi astronomi anche Margherita Hack. Oggi la sede di Brera, ancora attiva per il meteo, per quanto riguarda l'astronomia rimane invece solo come sede storica, mentre è Villa San Rocco, a Merate in provincia di Lecco, ad avere la funzione 'osservativa' e a ospitare i laboratori tecnologici. 

La ricerca è condotta in collaborazione con istituti nazionali e internazionali con osservazioni ottenute con i migliori osservatori della terra e dello spazio e con programmi di ricerca e sviluppo tecnologico per lo studio, la progettazione e la costruzioni di strumenti astronomici. Un filone di investigazione attualmente molto attivo riguarda lo studio di galassie e ammassi di galassie.