Il video dello stupro di Piacenza al centro di uno scontro tra Letta e Meloni

Il video dello stupro di Piacenza al centro di uno scontro tra Letta e Meloni

Un rimpallo di accuse tra i due leader per aver pubblicato, Meloni, le immagini della violenza subita da una donna in strada da parte di un 27enne della Guinea richiedente asilo. "Dà l'idea del livello di cinismo" per Letta che, secondo Meloni, "fa bieca propaganda"

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 Enrico Letta e Giorgia Meloni

AGI - Nel giorno in cui scade il termine per la presentazione delle liste e tutti i partiti fanno i conti con l'amarezza e la delusione per le esclusioni, scoppia la polemica per un post pubblicato nella serata di ieri da Giorgia Meloni in cui la leader di FdI condivide il video di uno stupro, avvenuto in pieno centro a Piacenza, condannando quanto accaduto.

Una scelta che solleva le dure critiche del Pd, ma anche delle altre forze politiche. Ed è subito scontro tra Meloni e Enrico Letta. Il segretario dem e la presidente di FdI sono i protagonisti anche di un'altra 'battaglia' a distanza: al centro del botta e risposta tra i due l'elenco delle 'devianze' nel quale sono ricompresi anche i disturbi alimentari.

Meloni in un videomessaggio su facebook, citando l'esempio dell'Islanda, parla della potenza dello sport quale antidoto per combattere le devianze. Da qui la proposta di "investire sul 'diritto allo sport'".

Parole che non piacciono al leader dem: "Evviva le devianze, la forza delle società è data dalla ricchezza delle diversità. Due idee dell'Italia si confronteranno il 25 settembre: la nostra basata sulla libertà delle persone, una società che cerca di includere, crea lavoro e lotta contro le precarietà, l'altra è una società che va per le spicce, dove presunte maggioranze vogliono imporre regole a tutti", dice ai microfoni di Radio Popolare.

L'hashtag "viva le devianze"

Infine Letta lancia sui social l'hashtag 'viva le devianze', stigmatizzando il ricorso a quel termine per ricomprendere anche l'anoressia e la bulimia. FdI fa quadrato e difende Meloni: "Dopo un contenuto simile le possibilità sono due: o il suo account Twitter è finito in mano a qualche poco di buono che ha voluto ridicolizzare Letta oppure ha perso la lucidità per lo stress elettorale che già da ora sembra non riuscire a gestire", attacca Maria Teresa Bellucci responsabile nazionale del Dipartimento Dipendenze del partito.

Poco dopo è la stessa Meloni a replicare al segretario Pd: "Se aprite internet, Wikipedia dice che le devianze sono comportamenti che violano le norme. Ancora meglio ce lo spiega il sito adolescenza.it che si occupa dei fenomeni giovanili da un punto di vista scientifico, dicendo che in adolescenza tali comportamenti si possono manifestare in modalità che si differenziano da atteggiamenti oppositivi come mentire o disobbedire, la violazione delle leggi, l'uso e l'abuso di sostanze stupefacenti, il vandalismo e la violenza contro la persona. Dunque Enrico Letta, viva le devianze?".

Tra i due litiganti interviene Carlo Calenda: "Definire deviante una persona con patologie dell'alimentazione è da ignoranti pericolosi. Enrico Letta che risponde viva le devianze è livello quarta elementare. Così questa campagna sta degenerando nel ridicolo".

Ma il tema delle 'devianze' non è l'unico pomo della discordia tra Meloni e Letta. I due leader si confrontano a muso duro anche sul video che riprende lo stupro avvenuto a Piacenza. "Non si può rimanere in silenzio davanti a questo atroce episodio di violenza sessuale ai danni di una donna ucraina compiuto di giorno a Piacenza da un richiedente asilo", scrive su twitter la leader di FdI, assicurando che farà "tutto ciò che mi sarà possibile per ridare sicurezza alle nostre città".

Anche in questo caso il primo a commentare è il Pd. Il segretario in persona afferma: "Il video postato da Meloni su uno stupro è indecente e indecoroso. Invito tutti a fare una campagna elettorale sui confronti, non si può essere irrispettosi dei diritti delle persone".

Le reazioni degli altri politici

Non è da meno il leader di Azione: "Denunciare uno stupro è un atto dovuto. Mostrarlo per fini di campagna elettorale è un atto immorale e irrispettoso in primo luogo per la donna che lo ha subito, che certamente non vorrebbe essere esposta sui social in questo modo. Giorgia Meloni vergognati", scrive Calenda.

"Meloni calpesta la dignità della vittima", stigmatizza la ministra di Iv Elena Bonetti. Parla di "bieco sciacallaggio" Nicola Fratoianni di Sinistra italiana. "Diffondere il video illegale di uno stupro non curanti della donna che lo ha subito è agghiacciante", sostiene il ministro M5s Stefano Patuanelli.

Meloni non ci sta e contrattacca, puntando il dito contro il segretario dem: "Non consento a Enrico Letta di diffondere menzogne sul mio conto e fare bieca propaganda sul gravissimo stupro di Piacenza", esordisce la leader di FdI. Meloni denuncia le "deliranti mistificazioni" messe in atto contro di lei.

"Pubblico un video sullo stupro a Piacenza per solidarietà alla vittima, per condannare l'accaduto e chiedere giustizia. La sinistra insorge perché, secondo loro, è lesione della dignità della vittima. Ho preso quel video da uno dei principali quotidiani, l'ho pubblicato solo perché non si riconosce nessuno, è sostanzialmente oscurato. La cosa che mi lascia perplessa è che quelli che usano questo tema per attaccarmi non spendono una parola di solidarietà alla donna stuprata né una parola di condanna verso il suo stupratore. Attaccano me. Enrico Letta, la lesione della dignità non è la condanna di uno stupro, è lo stupro", conclude.

In serata, il Garante per la protezione dei dati personali annuncia di aver avviato un'istruttoria per accertare "eventuali responsabilità da parte dei soggetti che a vario titolo e per finalità diverse hanno proceduto alla diffusione" del video dello stupro a Piacenza. Il Garante della Privacy inoltre "avverte tutti i titolari del trattamento a verificare la sussistenza di idonee basi giuridiche legittimanti tale diffusione".