Nel 2020 il 12% dei reparti ospedalieri sono stati dedicati al covid

Nel 2020 il 12% dei reparti ospedalieri sono stati dedicati al covid

Nel quadro tracciato dall'Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale si evince come il pubblico si sia impegnato più dei privati accreditati per garantire gli spazi necessari. Tra le regioni prima il Piemonte con il 21,4% dei reparti covid

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Reparto Covid

AGI - Il Covid ha impattato sul sistema sanitario, imponendo una completa riorganizzazione fin dal primo anno della pandemia, con il pubblico che si è impegnato più del privato per garantire reparti e posti letto dedicati ai malati di coronavirus. Questo emerge dall'Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale, che mette assieme i dati del 2020, letto dall'AGI. In totale i reparti Covid messi in campo in Italia nel primo anno della pandemia sono stati il 12,1% del totale (1.905 su 15.730), con il Piemonte che arriva al 21,4%, seguito dalle Marche (18,2%), Friuli e Liguria al 15,6%, dall'Umbria al 15,2% e dalla Lombardia al 15,1%. 

Dei 13.312 reparti delle strutture sanitarie pubbliche, quelli riservati ai pazienti covid sono stati 1.728 (il 13%). Tra le regioni che hanno dedicato più reparti 'pubblici' ci sono il Piemonte (258 su 1.157, 22,3%), le Marche (88 su 456, 19,3%), la Campania (196 su 1.145, 17,1%), la Liguria (82 su 500, 16,4%) e la Lombardia (302 su 1.934, 15,6%). Se si analizzano i privati accreditati, invece, la media nazionale crolla al 7,3% (177 reparti covid su 2.418).

Tra le realtà con le percentuali più alte, il Piemonte (19 su 140, 13,6%), la Lombardia (58 su 444, 13,1%), l'Emilia Romagna (33 su 274, 12%). Percentuali bassissime per i privati di Campania (18 su 302, 6%), Puglia (4 su 144, 2,8%) e Sicilia (4 su 370, 1,1%). Per i posti letto, invece, il totale nazionale per pazienti covid è stato di 40.191 su 187.845. Ancora una volta in testa alla classifica c'è il Piemonte (6.786 su 18.706, 36,3%), seguito dalla Lombardia (12.912 su 40.320, 32%). 

L'emergenza pandemica ha messo a nudo la carenza di personale nelle strutture sanitarie e anche di medici di base e di pediatri. Nell'Annuario 2020 si legge che il personale dipendente del SSN è costituito da 617.466 unità: il 72,3% ruolo sanitario, il 17,8% ruolo tecnico, il 9,7% ruolo amministrativo e lo 0,2% ruolo professionale.

Nell’ambito del ruolo sanitario, il personale medico è costituito da 103.092 unità e quello infermieristico da 264.686 unità; il rapporto fra infermieri e medici, a livello nazionale, si attesta sul valore di 2,6 infermieri per ogni medico. Rispetto all’anno 2019 il personale risulta aumentato di 13.610 unità pari al 2,3%. Allora il personale ammontava a 603.856 unità: il 72,2% ruolo sanitario, il 17,5% ruolo tecnico, il 10,1% ruolo amministrativo e lo 0,2% ruolo professionale. Il personale medico era costituito da 102.316 unità e quello infermieristico da 256.429 unità. 

Risultano ancora in calo, invece, medici di base e pediatri di libera scelta. I primi nel 2020 sono 41.707, mentre l'anno precedente erano 42.428. Il loro numero è in continuo calo dal 2012, quando se ne contavano 45.437. Per quanto riguarda i pediatri, invece, nel 2020 sono 7.285, mentre nel 2019 erano 7.408. In questo caso il calo si registra dal 2015, quando erano 7.665.