Le vittime accertate del disastro sulla Marmolada sono nove

Le vittime accertate del disastro sulla Marmolada sono nove

Le indagini ipotizzano il reato di 'disastro colposo' e l'inchiesta impone una ricostruzione rigorosa ma non la ricerca a tutti i costi di un colpevole. "Non c'è un agnello sacrificale per l'opinione pubblica" dice il procuratore capo di Trento

Marmolada numero vittime accertate 

© Tiziana FABI / AFP

 
- Un elicottero sorvola la zona del disastro della Marmolada

AGI -  La parte 'sospesa' del ghiacciaio della Marmolada "al momento tiene". Durante un punto stampa che si è svolto a Canazei, è stato spiegato che i radar installati per monitorare i movimenti del ghiacciaio al momento non danno segnali preoccupanti.

Le vittime accertate del disastro sulla Marmolada sono nove. Lo ha detto il presidente della Provincia Autonoma di Trento Fabrizio Fugatti in un punto stampa sul crollo. Sono stati recuperati i corpi di altri due escursionisti rimasti uccisi: le ricerche della Protezione Civile e del Soccorso Alpino hanno consentito di individuare i resti di persone che si ipotizza appartenessero alla stessa cordata.

Le ricerche delle ultime ore hanno fatto emergere la presenza sul luogo dove è crollata una placca glaciale della Marmolada di due corpi. Il ritrovamento, è stato spiegato dai soccorritori, è stato agevolato dallo scioglimento di una parte del ghiaccio che ha consentito ai droni di identificare le salme. "Oltre ai due corpi - ha spiegato Maurizio Dellantoni, presidente del Soccorso Alpino Nazionale a margine del punto stampa - non sono stati trovati altri resti umani. È emersa una scarpa femminile che potrebbe appartenere a una delle vittime già identificate".

I Ris di Parma sono al lavoro sulla comparazione dei reperti biologici e tecnici ritrovati sul luogo del crollo di un blocco glaciale e il dna delle persone scomparse. La Procura di Trento, guidata da Sandro Raimondi, ha conferito l'incarico agli esperti.

Le indagini ipotizzano il reato di 'disastro colposo' e l'inchiesta impone una ricostruzione rigorosa ma non la ricerca a tutti i costi di un colpevole, è l'impegno preso da Raimondi. "Non c'è un agnello sacrificale per l'opinione pubblica - sono le sue parole -. Non lasceremo nulla d'intentato, apriremo tutte le porte per comprendere e ricostruire i fatti anche con consulenze che affideremo a esperti scientifici, glaciologi e ingegneri idraulici".

Il monitoraggio quasi impossibile

Uno dei grandi dilemmi sul crollo è capire se, monitorando i movimenti del ghiaccio, si sarebbe potuto capire che c'era un pericolo imminente. Mauro Gaddo, uno dei tecnici impegnati nel monitoraggio iniziato su possibili nuovi crolli, spiega che non è un'operazione così semplice. "Questa è la prima volta che lo facciamo in Trentino. Si fa con strumenti molto costosi che si montano di solito per le frane e i ghiacciai sono ambienti ostili dove il monitoraggio non è semplice da studiare. Comunque è impossibile avere un sistema fisso su tutti i ghiacciai". 

Denunciare chi viola gli accessi

Il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha intanto firmato una nuova ordinanza attraverso la quale viene circoscritta l'area di chiusura del massiccio della Marmolada. Il divieto è limitato al versante nord con la forcella Marmolada (da Villetta Maria sentiero E618-E619, prossimità Rifugio Dolomia sentiero E618-Altavia n. 2-E606, piazzale Cima Undici sentiero E618-Altavia n. 2-E606, val Contrin 602-602A).

Nell'ordinanza si puntualizza che il divieto di percorrenza lungo i sentieri elencati interessa anche gli alpinisti che risalgono la parete sud-ovest della Marmolada. I trasgressori saranno denunciati. L'accesso all'area e' consentito dunque solo agli operatori autorizzati che stanno conducendo le ricerche in quota (oltre che ai rifugisti di Punta Penia e Capanna Ghiacciaio). La zona è controllata dal personale di Corpo forestale del Trentino e Polizia locale della Val di Fassa.