Gli invisibili di Palermo. Sedici mesi dopo Noemi resta una ferita aperta

Gli invisibili di Palermo. Sedici mesi dopo Noemi resta una ferita aperta

E' ancora un caso irrisolto la morte della trentaduenne avvenuta il 5 dicembre del 2020. Una storia drammatica, raccontata nel libro inchiesta "Noemi Crack Bang. La banalità del male"

indagini chiuse ma caso aperto morte noemi

© Pagina Fb Noemi - Noemi Ocello

AGI -  Voce e volto agli invisibili di Palermo. Un processo difficile, tra silenzi, buona volontà e cattiva coscienza. Quando mancano due mesi alla chiusura delle indagini, è ancora un caso irrisolto la morte di Noemi Ocello, avvenuta il 5 dicembre del 2020 a Palermo. Una storia drammatica raccontata nel libro inchiesta "Noemi Crack Bang. La banalità del Male" che sarà presentato venerdì in piazzetta Bagnasco. Vicina anche la posa della pietra in sua memoria, voluta dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Sono trascorsi 16 mesi dalla sua morte, ma ancora non si conosce la causa della morte. Un'attesa che fa riflettere su quanto conti la vita di un 'invisibile' e sul fatto che, al di là dei tempi che la legge richiede per chiudere un'indagine, sia i familiari sia gli amici hanno diritto di sapere cosa sia successo veramente.

Presumibilmente la 32enne è morta per overdose, ma ancora non si riesce a mettere punto a una storia che si consuma tra Ballarò e lo Sperone, tra vicoli del centro storico e fabbriche abbandonate, in un mondo nel quale domina la mafia nigeriana con la sua attività di spaccio nello stesso luogo in cui giovani donne si vendono anche solo per una dose di crack.

Una storia drammatica, raccontata nelle 390 pagine del libro inchiesta "Noemi Crack Bang. La banalità del male" (Mediter Italia Edizioni) scritto da Victor Matteucci e Gilda Sciortino. Alle 18 di venerdì 29 i due autori saranno in piazzetta Bagnasco insieme a chi ha conosciuto e seguito Noemi negli ultimi anni della sua giovane vita: Marinella Cannella, psichiatra psico-analista; Sebastiano Vinci, psicologo dell'Asp Palermo; Nino Rocca, operatore sociale e l'assessore alle Culture, Mario Zito. 

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La presentazione del volume sarà anche l'occasione per parlare di quanto il Comune di Palermo ha deciso di fare per gli invisibili della città come Noemi, decidendo di porre una pietra in sua memoria in piazza Brunaccini, nel cuore di Ballarò. Una pietra per scuotere le coscienze.     

"Questa pietra deve inquietare chi la vede, i mercanti di morte, i giovani che sono dentro un tunnel e che hanno diritto di sperare sia possibile uscirne", afferma il sindaco Orlando, sottolineando l’importanza della posa della pietra annunciata il 5 dicembre scorso in occasione del primo anniversario della sua morte avvenuta il 5 dicembre del 2020. Commemorazione tenuta proprio a piazza Brunaccini.

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Con la determina sindacale dello scorso 12 aprile, il Comune ora chiede alla prefettura di Palermo la relativa autorizzazione, in quanto deceduta da meno di dieci anni. Una volta raggiunta anche questa tappa, la pietra sarà posta alla base dei gradini di ingresso della Biblioteca Comunale "Leonardo Sciascia", in piazzetta Lucrezia Brunaccini, e si potrà leggere la frase: "Qui visse i suoi ultimi anni Noemi Ocello nata il 20 settembre 1988 a Baida morta il 5 dicembre 2020 in Discesa delle Capre di solitudine e di indifferenza".    

"La pietra non vuole essere un modo freddo di ricordare – aggiunge Orlando - ma di fare memoria. Deve inquietare noi nel fronteggiare questo enorme problema, ma deve inquietare tutti coloro i quali passeranno da questo posto e vedranno la pietra. Può sembrare un fatto simbolico, ma a questo si accompagna l'attività che abbiamo fatto partire con il tavolo tecnico, d'intesa con l'Azienda sanitaria locale per cercare di dare una risposta che, però, non può essere solo sanitaria. Un percorso sinergico che coinvolge tante persone che hanno condiviso il sacrificio di Noemi nel cammino di vita sino alla sua morte e alle quali esprimo tutta la mia solidarietà".