Il numero di profughi ucraini arrivato in Italia è ancora gestibile, dice Curcio

Il numero di profughi ucraini arrivato in Italia è ancora gestibile, dice Curcio

"Stiamo lavorando su due fronti. Sul piano internazionale, fornendo aiuto ai Paesi limitrofi all'Ucraina e che hanno fatto richiesta di attivazione del meccanismo di Protezione civile"

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© Nicola Marfisi / Agf 
- Profughi ucraini al confine con la Polonia

AGI - "A oggi sono 17 mila i profughi arrivati dall'Ucraina in Italia, un numero attualmente ancora gestibile anche se abbiamo degli aumenti giornalieri". Lo ha detto Fabrizio Curcio ai microfoni di 'Radio anch'io'.

"Stiamo lavorando su due fronti. Sul piano internazionale, fornendo aiuto ai Paesi limitrofi all'Ucraina e che hanno fatto richiesta di attivazione del meccanismo di Protezione civile. Abbiamo portato posti letto e medicine. Mercoledì consegneremo 15 tir di medicinali in Romania" ha aggiunto il capo della Protezione Civile, ai microfoni di 'Radio anch'io'.

"Sul piano nazionale stiamo ragionando con prefetture, Regioni, Comuni enti del terzo settore sulle possibilità di accoglienza". Per Curcio dobbiamo puntare a "rafforzare l'esistente, il nostro Paese tende ad accogliere e quindi è dotato di strutture ordinarie e poi aumentiamo attività con il sistema di protezione civile e potenziamo anche le reti del terzo settore". 

Ha spiegato l'ambasciatore Piero Benassi, rappresentante permanente dell'Italia presso l'Ue, nell'audizione alle commissioni riunite Affari esteri ed europei della Camera dei deputati: "Secondo gli ultimi dati dell'Unhcr oltre 1,5 milioni di persone avrebbero varcato i confini" europei dall'Ucraina e questo numero è "solo una parte dei flussi attesi, quantificati in circa 7,5 milioni di persone".

Benassi ha ricordato che la Commissione europea ha proposto per la prima volta "di attivare la direttiva sulla protezione temporanea" e che la proposta è stata avallata dai Paesi membri. Si tratta di concedere "la protezione di un anno su richiesta, rinnovabile per altri due periodi semestrali, estesa ai rifugiati risiedenti in Ucraina", ha spiegato.

"La decisione adottata il 3 marzo, già operativa, prevede lo status di protezione temporanea Ue o analogo trattamento a livello nazionale anche per i profughi non ucraini: circa 500 mila i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti in Ucraina, secondo una logica di solidarietà indivisibile, senza distinzioni di nazionalità, fortemente promossa dal nostro Paese", ha proseguito Benassi.

"È inoltre in corso di attivazione una piattaforma di solidarietà per lo scambio informativo sulla capacità di accoglienza degli Stati membri su eventuali reciproche esigenze sul numero di persone che hanno la protezione temporanea" sul proprio territorio.