La nuova vita del bimbo iracheno arrivato in Italia dalla Bielorussia

La nuova vita del bimbo iracheno arrivato in Italia dalla Bielorussia

Taman, affetto da una malattia congenita che ha causato l'amputazione degli arti inferiori, e la sorellina di undici mesi potranno ricevere le cure mediche di cui hanno bisogno

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© Croce Rossa Italiana - Bimbo iracheno arrivato in Italia dalla Bielorussia

AI -  Dal gelo bielorusso all'Italia. Per un bimbo iracheno di otto anni comincia una nuova vita. La storia a lieto fine viene raccontata dalla Croce Rossa. Taman, affetto da una malattia congenita che ha causato l'amputazione degli arti inferiori, e la sorellina di undici mesi potranno ricevere le cure mediche di cui hanno bisogno.

L'arrivo in Italia è la fine di un insidioso viaggio iniziato dall'Iraq con la speranza di raggiungere l'Europa che ha portato tutta la famiglia a soffrire il freddo e la fame in Bielorussia, al confine con la Polonia.

Grazie alla collaborazione della Croce Rossa Italiana con il ministro Luigi Di Maio e tutto il personale del ministero degli Affari Esteri, la Regione Emilia Romagna, il Comitato della Croce Rossa di Bologna e l'Istituto Ortopedico Rizzoli, la famiglia ha trovato ospitalità nel capoluogo emiliano dove i bambini potranno ricevere i trattamenti sanitari di cui necessitano con urgenza.

Insieme ai genitori, alla sorellina e al fratello maggiore, Taman lasciò mesi fa la provincia Sulaymaniyah nel Kurdistan iracheno per poi fare tappa in Bielorussia. "Mio figlio necessita di cure mediche e anche la più piccola è affetta da una malattia congenita, per questo abbiamo deciso di lasciare tutto e tentare disperatamente di arrivare in un Paese con strutture ospedaliere adeguate" ha spiegato il padre poche ore dopo l'arrivo in Italia.

In Bielorussia "sono stati giorni terribili - continua il padre - eravamo con altre migliaia di persone nella foresta al confine con la Polonia con temperature che arrivavano a meno 18 gradi. L'Europa tanto sognata era lì a pochi metri ma il confine era presidiato ed era impossibile raggiungerla".

Fino all'arrivo in Italia: ad accompagnare la famiglia da Misk all'aeroporto di Fiumicino sono state due volontarie della Croce Rossa Italiana - Chiara Nigro e la dottoressa Carolina Casini. "Qui in Italia sono molto più felice" ha detto Taman dopo la prima notte trascorsa in un letto caldo in un appartamento a Bologna. E ai volontari della Cri che hanno chiesto cosa vuole fare da grande, il bimbo ha risposto senza esitazione: "Vorrei diventare un dottore".