Pfizer ha scelto l'ospedale di Genova per la ricerca sui vaccini

Pfizer ha scelto l'ospedale di Genova per la ricerca sui vaccini

L'indagine ha l'obiettivo di aumentare le evidenze scientifiche circa la tollerabilità e la sicurezza del primo anti-Covid

Covid Pfizer ricerca vaccini ospedale Genova

© David Dee Delgado / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP

 
- Il quartier generale della Pfizer a New York

AGI - Il centro di ricerca dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova è stato l'unico in Italia scelto per uno studio approvato dai Comitati etici sia nazionale che ligure, validato dall'Ema (l'Agenzia europea del farmaco) e commissionato da Pfizer/Biontech su cittadini sottoposti alla vaccinazione anti Covid.

L'indagine, coordinata a Genova dal professor Giancarlo Icardi, referente regionale dell'Istituto Superiore di Sanità e direttore del Dipartimento di Igiene del Policlinico, coinvolgerà complessivamente 20 centri e 14mila persone in tutta Europa, in particolare in Germania e in Spagna, con l'obiettivo di aumentare le evidenze scientifiche circa la tollerabilità e la sicurezza del primo vaccino reso disponibile nel nostro Paese.

La fase di arruolamento da parte del Policlinico è iniziata prima di Natale e si concluderà in primavera: hanno già aderito oltre 160 volontari, vaccinati con la prima dose. "La metodologia scelta è quella osservazionale - spiega Icardi - la stessa utilizzata ad esempio per gli studi coordinati da Ema o Aifa sui vaccini antinfluenzali, che cambiano ogni anno in funzione del virus, per dimostrare l'assenza di variazioni in termini di tollerabilità e sicurezza. Non dobbiamo dimenticare che i vaccini sono tra i farmaci piu' controllati, essendo somministrati per la gran parte a soggetti sani per prevenire l'insorgenza della malattia e soprattutto delle sue pericolose complicanze".

Lo studio, aggiunge il referente ligure del'Iss, è "molto importante perchè prevede una sorveglianza attiva, per cui, in modo semplice e immediato attraverso la App sul proprio cellulare, il volontario viene invitato periodicamente a rispondere ad alcune domande specifiche, segnalando eventuali effetti collaterali o qualsiasi altro sintomo. In considerazione del numero sempre maggiore di persone vaccinate grazie alla poderosa campagna in atto, l'ipotesi futura è di coinvolgere non solo i soggetti con la prima dose, ma anche coloro che effettuano la dose booster per rassicurare la popolazione sui richiami periodici"