agi live
Crescono i contagi tra bimbi e al San Paolo apre il reparto Covid per neonati
ESCLUSIVA AGI

Crescono i contagi tra bimbi e al San Paolo apre il reparto Covid per neonati

"Al Pronto Soccorso l'incremento è fortissimo, la positività è aumentata fino al 70%" spiega Giuseppe Banderali, direttore dell'unità di Pediatria dell'ospedale milanese

covid bambini reparto neonati

©  Jack Guez/Afp -

AGI - Crescono velocemente i contagi tra i bambini in Lombardia, soprattutto quelli nella fascia 5-11 anni tra i quali la percentuale di vaccinati è ancora 'bassa', si "aggira intorno al 15%". E aumentano, ma non alla stessa velocità, anche i ricoveri. Un incremento che ha spinto l'ospedale San Paolo di Milano ad aprire un reparto Covid per i neonati, a partire dal 4 gennaio. Ne parla all'AGI, Giuseppe Banderali, direttore dell'unità di Pediatria e Neonatologia dell'Ospedale San Paolo di Milano e vice Presidente SiP, Società italiana di Pediatria. 

covid bambini reparto neonati
 Giuseppe Banderali direttore di pediatria dell'ospedale San Paolo di Milano

"Nell’ultimo mese - spiega - abbiamo avuto un incremento dei bambini ricoverati per coronavirus. Abbiamo 5 stanze di isolamento dedicate ai pazienti con coronavirus, sempre occupate, e 3 bambini ricoverati" per questa infezione. Numeri che si leggono meglio se rapportati a quanto avveniva fino a un mese fa, quando il contagio per i piccoli era minimo e adesso è più che triplicato. Secondo dati forniti la settimana scorsa dal presidente della Sip lombarda, Raffaele Badolato, sono 112 i bambini ricoverati e 152 i posti letto disponibili, "dunque abbiamo una copertura di oltre il 70% dei posti letto per il Covid".

Basta puntare la luce sul pronto soccorso per capire come la situazione si stia evolvendo: "lì l’incremento dei contagi è fortissimo. Se prima solo una piccola percentuale, solo l’1, il 2% dei bambini risultavano positivi al coronavirus, adesso abbiamo percentuali di positività al coronavirus che rasentano anche il 60-70%. Fortunatamente non tutti i bambini con l'infezione sono da ricoverare, riusciamo a dimetterli, a gestirli telefonicamente e ad affidarli al pediatra di base. Ma sicuramente c’è un incremento a livello pediatrico".

Colpa della maggiore diffusione della variante Omicron? "Basta pensare che l’Italia fino a un mese fa aveva sui 10 mila contagi al giorno, poi prima di Natale si è passati a 200 mila. E anche la classe pediatrica è stata coinvolta. Per di più tra i bambini la vaccinazione è ancora a livelli iniziali e laddove la popolazione non è vaccinata sappiamo che il virus è più aggressivo".

Un reparto Covid per i neonati

Proprio per gestire al meglio l'evolversi della pandemia "all'ospedale San Paolo, dal 4 gennaio, abbiamo attivato un reparto Covid anche per neonati - spiega Banderali -. Così come la popolazione di positivi sta aumentando e in Lombardia abbiamo avuto picchi di 50 mila positività al giorno, così anche la popolazione delle mamme gravide è aumentata rispetto al passato. E da una settimana, abbiamo un hub dove identifichiamo le mamme positive con il neonato, che può essere positivo o negativo. La presenza della positività in una mamma prevede tutta una serie di requisiti di sicurezza, tutela e isolamento, anche nei casi in cui la patologia non dimostri tutta la sua aggressività".

"Il fatto che abbiamo aperto il reparto di neonatologia - precisa il primario - non è che voglia dire che tutti i neonati che nascono da mamme positive vanno a finire in terapia intensiva neonatale. Il più delle volte vengono dimessi senza problemi, ma si sentiva la necessità di differenziare i percorsi della mamma positiva e negativa, con uno sforzo organizzativo notevole".

Le conseguenze per i bambini

Per quanto riguarda il tema delicatissimo delle conseguenze a lungo termine nei bambini che si sono ammalati di Covid, come il Misc (una sindrome che porta il sistema immunitario a danneggiare i vasi sanguigni) e il Long Covid (che porta affaticamento, astenia), queste si verificano dopo circa un mese. E sebbene siano state già osservate a partire dal 2020, per avere un quadro più preciso i pediatri preferiscono aspettare le prossime settimane, che mostreranno se queste reazioni si verificheranno nell'alto numero dei positivi registrati nell’ultimo mese. Per il primario del San Paolo "Dobbiamo monitorare la situazione a gennaio e febbraio" per arrivare a conclusioni più precise.