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Per Cartabellotta "le misure del governo sono pannicelli caldi contro la diffusione del virus"

Per Cartabellotta "le misure del governo sono pannicelli caldi contro la diffusione del virus"

Il presidente di Gimbe: le restrizioni "non riescono a rallentare il contagio". E "il 6,8% di positività dei tamponi antigenici dimostra che c'è una grandissima circolazione virale"

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Tampone Covid

AGI - "Bisogna provare ad abbassare la circolazione del virus. Il 6,8% di positività dei tamponi antigenici dimostra che c'è una grandissima circolazione virale. Tutte le misure messe in campo finora dal governo sono una sommatoria di pannicelli caldi che non riescono a rallentare la circolazione. Adesso vediamo cosa verrà fuori dal prossimo consiglio dei ministri. Bisogna limitare i contatti sociali, magari incrementando lo smart working. Mi preoccupa che si prenda tempo prima di assumere decisioni, perchè i numeri sono già evidenti".E' l'analisi di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione "L'Italia s'è desta", su Radio Cusano Campus. 

"La situazione dei numeri non ci incoraggia particolarmente, ma ci sono anche buone notizie - spiega Cartabellotta -. Abbiamo una quantità enorme di casi, mai vista, tanto che molti hanno definito la Omicron come il virus più contagioso della storia e i numeri che stiamo vedendo la dicono chiaro in questo senso. Abbiamo in media mobile circa 100mila casi al giorno. La buona notizia è che al crescere dei nuovi casi non corrisponde un parallelo incremento dei ricoveri".

"Ovviamente crescono anche questi numeri - continua Cartabellotta -, ma le percentuali rispetto al totale dei positivi si riducono progressivamente. Ogni 100mila persone positive, 1100 vengono ricoverate in area medica e 120 in terapia intensiva. Sicuramente è dovuto all'aumento delle dosi booster e ci auguriamo anche alla minore virulenza della variante omicron. C'è una congestione degli ospedali meno veloce, pero' comunque l'impatto c'è e con questo tasso di crescita rischiamo di arrivare a 2 milioni di positivi e se anche il tasso dei ricoveri fosse l'1% avremmo 20mila persone in ospedale".