Per i presidi è ok il ritorno in dad: è mancato il tracciamento 

Per i presidi è ok il ritorno in dad: è mancato il tracciamento 

"Fin dall'inizio abbiamo avuto molte difficoltà nei rapporti con le Asl" spiega il presidente dell'Anp

Scuola presidi ritorno dad mancato tracciamento 

© DAVIDE PISCHETTOLA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP
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AGI - "Quando i casi sono troppi, le risorse umane a disposizione per compiere il tracciamento che richiede tutta una serie di operazioni di valutazioni, di tamponi, non ce la fanno più". Lo afferma Antonello Giannelli, presidente dell'Anp, commentando la circolare che dispone il ritorno in dad con un solo caso di contagio in classe.  

 "Devo dire che fin dall'inizio abbiamo avuto molte difficoltà nei rapporti con le Asl - sottolinea il capo dei presidi - perché non erano abbastanza tempestive nell'effettuare il tampone che già dal primo giorno si sarebbe dovuto fare, e spesso hanno demandato a noi presidi di effettuare tutte le comunicazioni nei confronti delle famiglie. A mio avviso le Asl non sono dotate di quelle strutture organizzative e di quelle risorse umane che sarebbero state necessarie fin dal primo momento. L'aumento dei contagi ha fatto il resto - conclude Giannelli - e il protocollo è affondato". 

Un giudizio positivo sulle nuove indicazioni del governo anche da Paolino Marotta, presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (Andis).

 “Da diversi giorni – afferma Marotta - si registrava in tutte le regioni un sensibile e preoccupante aumento dei contagi, che interessava soprattutto gli alunni del primo ciclo. Una situazione epidemiologica che determinava in capo ai Dirigenti scolastici un lavoro sempre più gravoso e insostenibile per la difficoltà di individuare i cluster, mandare in quarantena le classi, attivare la DAD, rispondere ai genitori, contattare i Dipartimenti di Prevenzione, come previsto dal programma di 'sorveglianza con testing'".

 “Intere settimane - prosegue Marotta - comprese le giornate di sabato e di domenica, passate a gestire casi, a fare tracciamenti e comunicazioni ai genitori, a girare agli uffici sanitari prenotazioni dei tamponi T0 e T5, un lavoro snervante, oscuro, non riconosciuto, al quale spesso seguiva un lungo silenzio delle aziende sanitarie, che non erano più in grado di fare i tamponi “a tempo zero” (T0) e giustificavano l’inerzia con le più diverse motivazioni”. 

“Certo è che ancora una volta cade sulle spalle dei dirigenti scolastici e delle istituzioni scolastiche la partita dei contagi", osserva Marotta.

"Scuole in prima linea anche per le continue richieste di spiegazioni, delucidazioni e recriminazioni da parte delle famiglie, altrettanto disorientate, e ASL che annaspano oberate da tamponi e vaccinazioni. Sarebbe il caso che, una buona volta, Governo e Parlamento prendessero atto del vistoso malfunzionamento delle strutture sanitarie regionali e intervenissero di conseguenza”.