Il corteo dei No Green pass a Trieste dopo l'impennata dei contagi

Il corteo dei No Green pass a Trieste dopo l'impennata dei contagi

I malumori nel variegato universo dei contrari al certificato verde sono tanti dopo l'ordinanza firmata dal sindaco Roberto Dipiazza per evitare che si ripetano assembramenti pericolosi per la diffusione del virus

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© Mirco Toniolo Errebi / Agf 
- Una manifestazione di no-green pass a Trieste

AGI - Mascherine rare, pochi stewart di controllo e distanziamenti quasi zero: è partito così a Trieste organizzato dal Coordinamento No Green Pass, a cui partecipano almeno 5mila persone, nonostante l'impennata dei contagi registrata nel capoluogo proprio a causa degli assembramenti.

In una città semiblindata e presidiata da un importante dispiegamento delle forze dell'ordine, sotto qualche fastidiosa raffica di bora, manifestanti provenienti anche da altre parti della regione (in particolare Udine e Pordenone e Cividale), si sono dati appuntamento in piazza della Libertà proprio di fronte all'entrata principale della stazione centrale per incamminarsi poi lungo le rive.

Tra i manifestanti assente - almeno alla partenza - il portuale Stefano Puzzer anima del Coordinamento, ma presente il consigliere comunale Ugo Rossi rappresentante e portavoce del gruppo 3V no vax.
Alla testa del corteo i soliti striscioni con uno inedito indirizzato a Dipiazza "Sindaco la mascherina!" con la sua foto.

Megafono in mano gli organizzatori sollecitano tutti a rispettare le regole. "Siamo consapevoli - afferma un addetto al servizio d'ordine e controllo - dei rischi collegati al virus e siamo in grado di autotutelarci" appellandosi "alla responsabilità e al buon senso" dei partecipanti "al di là delle imposizioni".

Il corteo si è snodato lungo le Rive per procedere poi via Canal Piccolo, piazza della Borsa, Corso Italia, piazza Goldoni, via Carducci e piazza Oberdan. Si eviterà piazza Unità, vietata dalla Prefettura e blindata.
Gli ultimi dati del Covid in Friuli Venezia Giulia segnalano 406 nuovi contagi (con una percentuale di positività di oltre il 6,10%) e due morti. 

I malumori nel variegato universo sono tanti in vista del primo corteo di protesta con le restrizioni decise dopo l’impennata di contagi che ha reso la città prima in Italia per contagi, con un focolaio di partecipanti alle manifestazioni seguite all’occupazione’ del porto poi sgomberato dalle forze dell’ordine.

Se il loro impegno a rispettare le norme è reale lo vedremo nelle prossime ore, ma in casi come questi conta anche la forma prima dell’evento per evitare eventuali sanzioni amministrative a carico degli organizzatori.

Il ‘noi avevamo avvertito, poi è andata com’è andata’, insomma. Ecco che allora il Coordinamento no pass cittadino diffonde un comunicato in cui informa “che il decreto impone ‘l'obbligo per i singoli partecipanti del distanziamento e l'uso della mascherina per le situazioni in cui non possa essere garantito’ a pena di sanzioni amministrative” e si spinge anche un po’ più in là.

“Al di là delle imposizioni, ci appelliamo alla responsabilità e al buon senso di ognuna/o di noi per la tutela della salute individuale e collettiva”.  

Ai leader del dissenso viene richiesto di prevedere la presenza di persone in pettorina gialla o arancio che controllino mascherine e distanze, che il numero di questi ‘steward’ non sia inferiore al rapporto 1 a 100 rispetto al numero dei manifestanti di cui è prevista la presenza, che sia predisposto un elenco dei controllori da consegnare alla Questura.

Ai controllori toccherebbe anche riferire alle forze dell’ordine “comportamenti inosservanti delle regole”, sempre secondo ordinanza del primo cittadino.  

Ma qui i no pass non ci sentono.  “Stanno provando a delegittimare la proteste contro il green pass in tutti i modi. Prima lo spauracchio del focolaio selettivo, poi gli appelli della Trieste bene infine con le ordinanze del prefetto e del sindaco. Ci rifiutiamo di organizzare un servizio d'ordine e di controllo, siamo consapevoli dei rischi collegati al virus e siamo in grado di autotutelarci”.

Come consigliere comunale del partito no vax 3V, Ugo Rossi ha presentato un’istanza al sindaco in cui chiede la revoca dell’ordinanza definita “incostituzionale, una carta straccia che non vale nulla che non ho nessuna intenzione di rispettare domani”.

Nell’istanza, chiede a Dipiazza “come possa ordinare ai singoli partecipanti delle manifestazioni il distanziamento sociale in luoghi all’aperto quando non è più previsto in luoghi pubblici al chiuso come musei, altri istituti e luoghi della cultura”.

Con toni più morbidi si è espresso il portuale Stefano Puzzer sostenendo che “la mascherina non serve” ma invitando la piazza a rispettare le misure.