La Cassazione conferma le condanne per la morte di Martina Rossi

La Cassazione conferma le condanne per la morte di Martina Rossi

Sono passati oltre 10 anni dalla morte della studentessa ligure 23enne precipitata dal balcone di un hotel a Palma di Maiorca all'alba del 3 agosto 2011, dove si trovava in vacanza con le amiche. Tre anni di reclusione per Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni

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© Aleandro Biagianti / AGF
- Bruno Rossi e Franca Murialdo, genitori di Martina Rossi

AGI - Confermate in via definitiva le condanne a 3 anni di reclusione per Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni per tentata violenza di gruppo. Lo ha deciso la quarta sezione penale della Cassazione, nell'ambito del processo sulla morte di Martina Rossi, la giovane che, il 3 agosto 2011, precipito' dal balcone di un albergo a Palma di Maiorca. 

Sono passati oltre 10 anni dalla morte di Martina Rossi, la studentessa ligure 23enne precipitata dal balcone di un hotel a Palma di Maiorca all'alba del 3 agosto 2011, dove si trovava in vacanza con le amiche.  

La sentenza è giunta dopo quasi due ore di camera di consiglio: la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai due imputati contro la sentenza emessa in sede di appello-bis dai giudici di Firenze il 28 aprile scorso.

Secondo l'accusa, la ragazza cadde dal balcone per sfuggire a un tentativo di violenza sessuale. Anche il sostituto pg della Cassazione Elisabetta Ceniccola aveva sollecitato stamane la conferma delle condanne.

Le reazioni dei genitori

“Non ci deve essere più nessuno che possa permettersi di far male a una donna e passarla liscia. Ora posso dire a Martina che suo papà è triste perché lei non c’è ma è anche soddisfatto perché il nostro Paese riesce a fare giustizia”. Sono le parole di Bruno Rossi, padre di Martina.

“Finalmente la verità, anche se quello che ha sofferto Martina non lo cancella nessuno. Non hanno avuto neanche pietà di lei”, ha detto invece la mamma, Franca Murialdo, che ha aggiunto: “quando ho letto la sentenza d’appello bis ho pensato che faceva onore alla verità: ecco, è vero, lo conferma la Cassazione”.

Le tappe del processo

Il caso, archiviato in Spagna come suicidio, è stato oggetto di indagini inizialmente da parte della procura di Genova, che poi ha trasmesso gli atti, per competenza, ai pm di Arezzo.

L'inchiesta viene chiusa nel febbraio 2017, e, qualche mese dopo, viene chiesto il rinvio a giudizio di Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, per le ipotesi di reato di tentata violenza sessuale di gruppo e morte come conseguenza di altro delitto. Secondo i pm, la ragazza cadde dal balcone mentre cercava di sfuggire a un tentativo di stupro. 

Il processo di primo grado si è svolto davanti al tribunale di Arezzo per circa un anno. Il 14 dicembre 2018 la prima sentenza: i due imputati vengono condannati a 6 anni di reclusione.

Un verdetto ribaltato in secondo grado, quando Vanneschi e Albertoni, il 9 giugno dello scorso anno, vengono assolti "perche' il fatto non sussiste" dalla Corte d'appello di Firenze: il reato di morte come conseguenza di altro delitto, in ogni caso, è già coperto dalla prescrizione.

La sentenza di assoluzione viene impugnata dal pg di Firenze Luciana Singlitico e dalla famiglia di Martina Rossi, parte civile nel processo, dopo il deposito delle motivazioni: nei ricorsi si sostiene che la Corte d'appello non avrebbe valutato "i singoli indizi, in sé e in maniera unitaria".

Le due assoluzioni, quindi, vengono annullate con rinvio dalla Cassazione il 21 gennaio di quest'anno: la Corte dispone un processo d'appello-bis che si celebra a Firenze e che, il 28 aprile scorso, si conclude con la condanna a 3 anni di entrambi gli imputati per tentata violenza di gruppo. Oggi davanti alla quarta sezione penale della Cassazione  è arrivata la parola fine.