Appello del Papa sui migranti: "Non chiudere le porte alla loro speranza"

Appello del Papa sui migranti: "Non chiudere le porte alla loro speranza"

A Messina nuovo sbarco di 204 persone, tra siriani ed egiziani. Sono 34 i minori non accompagnati

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©  Afp - Il Papa all'Angelus

AGI - "Non chiudiamo le porte alla loro speranza". Così Papa Francesco dopo la recita dell'Angelus, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il Pontefice ha ricordato il tema di quest'anno della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato "Verso un noi sempre più grande".

"E' necessario camminare insieme - ha detto - senza pregiudizi, senza paure, ponendosi accanto a chi è più vulnerabile: migranti, rifugiati, sfollati, vittime della tratta e abbandonati. Siamo chiamati a costruire un mondo sempre più inclusivo che non escluda nessuno". Francesco ha ringraziato per "l'impegno generoso" tutti coloro che si adoperano per i migranti e i rifugiati: "Mi unisco a quanti, nelle varie parti del mondo, stanno celebrando questa Giornata; saluto i fedeli riuniti a Loreto per l’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana in favore dei migranti e dei rifugiati. Saluto e ringrazio le diverse comunità etniche presenti qui in piazza con le loro bandiere; saluto i rappresentanti del progetto 'Apri' della Caritas Italiana; come pure l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e il Centro Astalli". 

Il Papa ha infine invitato tutti i fedeli presenti ad avvicinarsi al monumento in bronzo in piazza San Pietro: la barca con i migranti del canadese Timothy Schmalz che raffigura un barcone con numerosi migranti di varie provenienze e periodi storici. "E prima di lasciare la piazza, vi invito a avvicinarvi a quel monumento là – dove c’è il cardinal Czerny –, e a soffermarvi sullo sguardo di quelle persone e a cogliere in quello sguardo la speranza che oggi ha ogni migrante di ricominciare a vivere. Andate là, vedete quel monumento. Non chiudiamo le porte alla loro speranza". 

 

A Messina sbarcano 204 migranti

Sono 204 i migranti sbarcati nel porto di Messina, dopo essere stati individuati a bordo di un perschereccio intercettato da motovodette della Guardia costiera al largo della costa ionica. L'imbarcazione, spiega la prefettura, non era alla deriva e sarebbe partita dalla Libia. Dopo avere agganciato il natante, la Guardia costiera lo ha scortato verso il porto messinese e, durate la traversata, per un principio di incendio, si è reso necessario il trasbordo di tutti i migranti su 4 unità, approdate nella tarda serata di ieri, intorno alle 22.30.

Le attività di soccorso e accoglienza si sono protratta per tutta la notte e sono continuate nella mattinata. Le persone sbarcate, in prevalenza egiziane e siriane, di cui 34 minori non accompagnati, sono tutti uomini, tranne due bimbe e la mamma siriane. Gli adulti sono stati imbarcati sulla nave quarantena "Azzurra", mentre i minori non accompagnati sono stati condotti nel Cara di Crotone, tranne due risultati positivi al coronavirus e affidati al Comune di Messina che li ha accolti in un Covid hotel.