Donna scomparsa nel Bresciano, arrestate le figlie

Donna scomparsa nel Bresciano, arrestate le figlie

Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Laura Ziliani, scomparsa da Temù a maggio. Arrestato anche il fidanzato della sorella maggiore

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Stazione carabinieri di Alto Reno Terme (Bologna) 

AGI - Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Laura Ziliani, scomparsa da Temù, nel Bresciano, la mattinata dell’8 maggio. I carabinieri del comando provinciale di Brescia hanno eseguito un'ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Brescia, nei confronti delle figlie, di 26 e 19 anni, e del fidanzato della sorella maggiore.

Le indagini, avviate dai militari della compagnia di Breno, parallelamente alle ricerche, hanno evidenziato numerose anomalie nel racconto fornito dai tre arrestati. Per questo la versione del malore in montagna o dell'infortunio era stata ritenuta poco credibile da carabinieri e Procura.

Per queste ragioni, a fine giugno, le due figlie e il fidanzato della più grande, sulla base delle preliminari risultanze investigative, erano stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla relazione di parentela con la vittima, e di occultamento di cadavere.

Il sindaco, "avevo previsto tutto"

 “Avevo previsto tutto. Del resto, era tutto molto chiaro anche se i carabinieri e il magistrato a un certo punto mi hanno detto di stare zitto”. Così il sindaco di Temù, Giuseppe Pasina, commenta all’AGI la svolta nell’indagine sulla morte di Laura Ziliani, che ha lavorato 22 anni nel Comune da lui guidato. “Per cercarla abbiamo percorso 280mila chilometri per più di venti giorni. Nelle ricerche, focalizzate soprattutto nelle zone dove secondo le figlie sarebbe stata a passeggiare, sono state coinvolte fino a 300 persone al giorno – racconta -. Quando abbiamo capito che non era stato un incidente e poi l’hanno trovata sottoterra nuda era chiaro che l’avessero uccisa”.  

Altri dettagli hanno poi rinforzato la sua tesi: “Il telefonino lasciato in casa, l’orologio lasciato lì: era evidente che qualcuno l’avesse portata fuori, poi, certo, si poteva sospettare di tutto o di tutti. Le figlie non hanno mai detto com’era vestita, limitandosi a riferire che forse avesse maglietta a mezze maniche ma non era il tipo da uscire così col clima che c’era”.

“La comunità di Temù è scossa perché questo è un atto doloroso e consumato all’interno della famiglia – conclude Pasina -. Tutti aspettavano che si risolvesse questo caso, non volevamo che passasse in sordina. La comunità ha insistito per sapere.  Ora mi auguro che la giustizia faccia pagare i costi alle figlie, se davvero sono state loro a uccidere Laura,  e che pignorino il loro patrimonio”.