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Sta rallentando l'incremento dei nuovi casi di Covid, ma aumentano i ricoveri

Sta rallentando l'incremento dei nuovi casi di Covid, ma aumentano i ricoveri

Per la Fondazione Gimbe, restano stabili i decessi. Il 65,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 56% ha completato il ciclo vaccinale

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Ospedale da campo Covid di Cosenza

AGI - Rallenta l'incremento dei nuovi casi (+20%), ma aumentano ricoveri e terapie intensive. Lo afferma la fondazione Gimbe nel consueto monitoraggio settimanale riferito al periodo 28 luglio-3 agosto. Nonostante un rallentamento nella crescita nuovi casi, continuano a salire i pazienti ricoverati in area medica (+36,3%) e nelle terapie intensive (+36,5%): i numeri assoluti rimangono bassi, ma con rilevanti differenze regionali di saturazione dei posti letto.

Restano stabili i decessi. Per quanto riguarda i vaccini, torna a salire la percentuale delle prime dosi sul totale delle somministrazioni, ma la campagna vaccinale, sottolinea Gimbe, ormai dipendente dai vaccini a Mrna, può contare su un numero di dosi insufficiente per mantenere il ritmo.

In dettaglio, rispetto alla precedente si rileva un incremento di nuovi casi (38.328 vs 31.963) e una sostanziale stabilità dei decessi (120 vs 111). In aumento anche i casi attualmente positivi (94.216 vs 70.310), le persone in isolamento domiciliare (91.762 vs 68.510), i ricoveri con sintomi (2.196 vs 1.611) e le terapie intensive (258 vs 189).

Rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 120 (+8,1%)
  • Terapia intensiva: +69 (+36,5%)
  • Ricoverati con sintomi: +585 (+36,3%)
  • Isolamento domiciliare: +23.252 (+33,9%)
  • Nuovi casi: 38.328 (+19,9%)
  • Casi attualmente positivi: +23.906 (+34%)

"I nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - continuano a salire, seppur a un ritmo meno sostenuto rispetto alla settimana precedente, ma rimangono indubbiamente sottostimati dall'insufficiente attività di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti". Infatti, il rapporto positivi/persone testate, dopo l'impennata dall'1,8% al 9,1% in 4 settimane, negli ultimi 7 giorni ha segnato una crescita piu' contenuta salendo al 10,7% e la media mobile dei nuovi casi si sta progressivamente appiattendo.

In tutte le Regioni a eccezione della Provincia Autonoma di Trento e del Lazio (Regione dove l'attacco hacker ha rallentato l'aggiornamento dei dati) si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi. In 62 Province l'incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e in Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Veneto tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. In quattro Province si registrano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Cagliari (303), Ragusa (236), Caltanissetta (197) e Lucca (172). Stabili i decessi: 120 negli ultimi 7 giorni (di cui 12 relativi a periodi pregressi), con una media di 17 al giorno rispetto ai 16 della settimana precedente.

"Dopo i primi segnali di risalita - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - si conferma un netto incremento percentuale dei ricoveri: +36,3% in area medica e +36,5% in terapia intensiva". In termini assoluti, il numero di posti letto occupati da parte di pazienti COVID in area medica è passato dal minimo di 1.088 del 16 luglio ai 2.196 del 3 agosto e quello delle terapie intensive dal minimo di 151 del 14 luglio ai 258 del 3 agosto, ma al momento le percentuali di occupazione a livello nazionale rimangono molto basse: 4% in area medica e 3% nelle terapie intensive.

Tuttavia, si osserva una notevole eterogeneità regionale: per l'area medica si collocano sopra la media nazionale Sicilia (11%), Calabria (9%), Campania (6%), Basilicata (6%), Lazio (6%) e Sardegna (5%); per l'area critica sopra media nazionale Sardegna (10%), Liguria (6%), Lazio (5%), Sicilia (4%) e Toscana (4%). "Aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, Direttore Operativo di Gimbe - con una media mobile a 7 giorni di 21 ingressi/die rispetto ai 14 della settimana precedente". 

Il 56% della popolazione è immunizzata

Al 4 agosto il 65,5% della popolazione (ovvero 38.814.033) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+1.107.982 rispetto alla settimana precedente) e il 56% ( 33.183.256) ha completato il ciclo vaccinale (+2.181.944). In calo nell'ultima settimana il numero di somministrazioni (3.397.134) e la media mobile a 7 giorni (445.908 dosi/die), entrambi parzialmente influenzati dal mancato aggiornamento dei dati da parte della Regione Lazio a seguito dell'attacco hacker.

L'89% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,5%) e nette differenze regionali: se la Puglia ha raggiunto il 93,8% la Sicilia si ferma a quota 81%.

"Di fatto - dichiara il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta - il numero di somministrazioni giornaliere non riesce a decollare sia per la limitata disponibilità di vaccini a mRNA, sia perchè non vengono più utilizzati quelli a vettore adenovirale per le prime dosi".

In dettaglio, AstraZeneca viene impiegato quasi esclusivamente per i richiami (98,4% delle somministrazioni nell'ultima settimana); le somministrazioni di Johnson & Johnson sono ormai esigue (poco meno di 35 mila nell'ultima settimana) e le Regioni hanno iniziato a restituire le dosi non utilizzate; la limitata disponibilità di dosi di vaccini a mRNA ostacola, a breve termine, la possibilità di accelerare la vaccinazione negli under 60, oltre che di convincere gli over 60 ancora scoperti che rifiutano i vaccini a vettore adenovirale.