Lamorgese: "Le manifestazioni contro il green pass non erano autorizzate"

Lamorgese: "Le manifestazioni contro il green pass non erano autorizzate"

La ministra dell'Interno condanna "l'uso di simboli del passato: la stella di David non c'entra nulla con le misure del governo, prese solo per tutelare la salute pubblica"

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© Andrea Ronchini / NurPhoto / NurPhoto via AFP 
- Manifestazione no vax a Roma

AGI - “Le manifestazioni anti green pass che si sono svolte in questi giorni non erano autorizzate”.  Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a Caserta dove ha partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura rispondendo alle domande dei giornalisti.

“Sono manifestazioni - ha aggiunto  - in cui sono stati usati dei simboli ormai passati, come a Firenze dove hanno usato la stella di David; anni trascorsi che non hanno nulla a che vedere con i provvedimenti del Governo che invece sono adottati soltanto per la salute pubblica, perché abbiamo visto ci sono dati e riscontri oggettivi che più andiamo avanti con le vaccinazioni, più noi potremo tornare a una vita normale. Quindi - ha concluso - chi ritiene di non vaccinarsi fa un danno alla restante collettività”.

Il ministro ha parlato anche del tema dei migranti.  “Dovremmo avere gli accordi con i Paesi d'origine per fare le espulsioni e non dare il foglio di via perché il foglio di via significa tenerli sul territorio o mandarli in altri Paesi in cui appena mettono piede vengono rintracciati e te li restituiscono. Ci stiamo muovendo anche con l’Europa per accordi di rimpatrio a livello europeo”, ha affermato.

Quello di Castel Volturno, dove ci sono 15mila irregolari, ha proseguito Lamorgese “è un problema che non può essere affrontato solamente dal sindaco, è un ambito territoriale che rappresenta davvero un simbolo anche di cattiva gestione di un problema grande, come se non si fosse presa pienamente conoscenza di quella che è la realtà. Teniamo conto - ha precisato il ministro - che si è parlato di immigrati irregolari che non stanno da oggi, si parla di seconde e terze generazioni, quindi parliamo di interventi che non sono stati fatti da vent'anni dove non si è intervenuti con un'azione forte da parte dello Stato. Ho chiesto al Prefetto le nazionalità per avere un quadro della situazione - conclude - è vero che la giustizia ha dei tempi non sempre rapidissimi, ma in questo caso è anche gente che ha avuto il foglio di via e che poi non se n'è andata, bisogna cominciare a intervenire in maniera più chirurgica. Non possiamo pensare - ha concluso - di lasciare un territorio da solo, ma voglio essere anche realista: non c'è una soluzione nell'immediatezza perché dovremmo avere gli accordi con i paesi d'origine per fare le espulsioni e non dare il foglio di via”.