La poesia su Davigo dell'avvocato dei colletti bianchi spopola sui social

La poesia su Davigo dell'avvocato dei colletti bianchi spopola sui social

Jacopo Pensa, noto sia per le sue difese 'eccellenti' che per la verve lirica, prende di mira l'ex magistrato, considerato il simbolo del giustizialismo

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© Agf - Piercamillo Davigo

AGI - “Io non godo proprio mai/se qualcuno sta nei guai/ma se lui da sempre dice/che l’avviso fa felice/perché è come una malia/a tutela e garanzia/io aderisco al sentimento/e anch’io sono contento”.

Jacopo Pensa è noto come avvocato del presidente lombardo Attilio Fontana, della Ruby 'ospite' ad Arcore, dei banchieri e di tanti altri nomi che hanno popolato le cronache giudiziarie. Ma nel Palazzo di Giustizia di Milano ha una seconda fama altrettanta solida ed è quella di ‘poeta del diritto’ perché da 40 anni dispensa ai colleghi del suo foro un cartoncino di auguri natalizi in rima che sono finiti nella recente raccolta ‘Nel paese del diritto c’è talvolta buio fitto’ (Le lucerne edizioni).

L'ironia su come sceglierà il suo difensore 

E nel giorno dell’avviso di garanzia all’ex magistrato Piercamillo Davigo, ritenuto dai legali l’emblema del giustizialismo da ‘Mani pulite in poi, ha prodotto dei versi per l’’occasione’ che stanno raccogliendo l’entusiasmo dei colleghi sui social.

Pensa immagina il ‘rivale’ alle prese con la scelta di chi lo difenderà dall’accusa di ‘rivelazione di segreto d’ufficio' e della strategia difensiva: “Ora deve (e gli fa orrore)/nominare un difensore/tra lo stuolo di avvocati/che da lui son tanto amati. Se costui trova un cavillo in favor di Piercamillo/per un fatto di coerenza/lui gli oppone resistenza/perché vuol esser prosciolto/(ed a questo tiene molto)/non perché l’ha fatta franca/o perché la prova manca/ma perché la sua innocenza/venga a galla in trasparenza/mica come gli altri rei/brutti, sporchi e farisei/che per colpa del sistema/hanno eluso l’anatema”.

"Affidereste un grosso intrigo nelle mani di Davigo?"

L’ironia entra anche nel ‘merito’ dell’accusa formulata dalla Procura di Brescia e colpisce la tendenza attribuita all’ex pm di ‘anticipare’ le sentenze di condanna prima della fine dei processi: “Ma pensando a quel vicino/ che ti ruba il cucchiaino/e che eviti già adesso/senza attendere il processo/Io vi chiedo: affidereste/per il ruolo che riveste/un segreto o un grosso intrigo/ nelle mani di Davigo? O attendete il risultato/del passaggio in giudicato/per saper se nelle more/è o non è un divulgatore?”.