Alto Adige prima regione in Italia 'mascherina-free' 

Alto Adige prima regione in Italia 'mascherina-free' 

Per la prima volta da dieci mesi nessun morto e nemmeno un contagio. In vigore il provvedimento che abolisce l'obbligo di mascherina all'aperto. La protezione va invece sempre indossata al chiuso

Alto Adige prima regione Italia senza mascherina

Mascherina, coronavirus

AGI -  Primo giorno d'estate, primo giorno di 'mascherina-free' in Alto Adige in luoghi all'aperto e anche primo giorno del 2021 caratterizzato dal 'doppio zero'. Era dal 18 agosto del 2020, 307 giorni fa, che in provincia di Bolzano il bollettino giornaliero dell'azienda sanitaria registrava zero decessi e zero nuovi casi di Covid-19.

Nella giornata di domenica, su soli 845 tamponi processati tra molecolari e rapidi non sono state registrate nuove positività. Va precisato che il 18 agosto dello scorso anno il dato era riferito solo ai tamponi molecolari. In Alto Adige i decessi complessivi collegati al coronavirus sono 1.180 (nell'ultima settimana nessun decesso), le persone sottoposte a tampone molecolare 221.756 e 48.628 di esse sono risultate positive. Le persone che hanno avuto un test antigenico positivo sono 26.199. I guariti totali sono 73.384. I pazienti covid ricoverati nei normali reparti ospedalieri sono 6, quelli in terapia intensiva 3.

L’Alto Adige è stato il primo territorio italiano ad aver iniziato, in virtù di una legge provinciale emanata e approvata in una notte, la ‘fase 2’ nel maggio 2020 dopo il lungo lockdown nazionale. L’Alto Adige è stato anche il territorio che tra l’autunno e l’inverno scorso ha istituito più giorni di lockdown (quello di novembre e febbraio-marzo 2021) senza dimenticare che a fine novembre 2020 aveva allestito il vasto progetto del test di massa alla popolazione al quale aveva aderito più del 70% degli abitanti.

Dalla mezzanotte di domenica l’Alto Adige è entrato, come il resto d’Italia (Valle d’Aosta esclusa) in ‘zona bianca’, ovvero niente coprifuoco e allentamento delle misure contro il contagio da Covid-19. Questa mattina in Piazza Walther, salotto di Bolzano, non è il solito brulicare di persone: metà della piazza è occupata dai furgoni che servono i due cantieri di edifici e l’altra dai tavolini (ancora abbastanza vuoti) dei bar che si trovano ai piedi della statua del menestrello Walther. 

“Speriamo che il non obbligo all’uso della mascherina sia un ulteriore incentivo per visitare la nostra provincia e la nostra città: quelli invernali sono stati mesi difficili ma ora confidiamo nell’arrivo dei turisti che, soprattutto italiani, stanno già iniziando a vedersi”, dicono all’unisono i gestori dei bar che s’affacciano sulla piazza.

La mascherina, però, va sempre portata con sé. Se si entra in un negozio, in un bar, in un ristorante oppure se all’aperto si è in presenza di assembramenti e non c’è il rispetto della distanza interpersonale, almeno la mascherina chirurgica dovrà essere indossata.

Da oggi la capienza sui mezzi pubblici passa dal 50% all’80% e sugli impianti a fune sarà del 100%. La stagione delle escursioni in montagna è iniziata lo scorso fine settimane con una già buona presenza lungo i sentieri.

L'ordinanza del presidente Kompatscher

L’ordinanza provinciale firmata dal presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher consente l’organizzazione di eventi all’aperto con somministrazione, sempre nel rispetto delle vigenti norme sanitarie, di alimenti e bevande.

Via libera, quindi, alle feste e sagre di paese che tra le vallate altoatesine formano il pacchetto dell’offerta turistica. Semaforo verde anche per gli spettacoli aperti al pubblico in teatri, sale da concerti e cinema ma previa assegnazione del posto a sedere con un massimo di mille persone in luoghi aperti e 500 in luoghi chiusi.

Restano, invece, chiuse discoteche e sale da ballo. I partecipanti dovranno essere in possesso del ‘Corona-Pass’ che certifica la guarigione dal Covid-19, l’avvenuta vaccinazione oppure il tampone negativo. Il ‘Corona-Pass’ resta obbligatorio per partecipare alle feste dopo cerimonie civili e religiose oppure per accedere a piscine al chiuso, palestre, centri fitness, centri benessere e centri termali.