#FreePalestine interessa soprattutto ai giovani

#FreePalestine interessa soprattutto ai giovani

L’escalation di violenza tra israeliani e palestinesi provoca uguali valori di sentiment negativa, per Letta e Salvini. La Lega e Potere al Popolo sono i più attivi, mentre la guerra diventa subito mainstream nella conversazioni, con influencer e calciatori che si schierano

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© MAJDI FATHI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP - Striscia di Gaza

AGI - L’offensiva israeliana contro Gaza si intensifica, l’esercito conferma l’ingresso da nord nel territorio della Striscia. Il mondo sta assistendo alla nuova escalation di violenze con intensi bombardamenti dell'artiglieria e dei caccia dell’aviazione israeliana, mentre Hamas risponde con il lancio di oltre 50 razzi verso la zona costiera vicino all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, avverte: "L'ultima parola non è stata detta e questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario". Le diplomazie internazionali sono al lavoro ed è molto attesa la riunione del Consiglio di sicurezza Onu. I politici italiani osservano con apprensione il conflitto, affidando alla comunicazione social le rispettive posizioni.

Con l’intelligenza artificiale di *Kpi6 abbiamo analizzato l’andamento delle conversazioni e degli hashtag sul web: in un mese in Italia si sono concentrati oltre 70mila post su Twitter e più di cinque milioni in tutto il mondo, oltre il 95% di questi sono stati pubblicati negli ultimi quattro giorni.

Il conflitto in medio-oriente è sempre in grado di innescare tassi di interazioni e partecipazione altissimi, come pochi altri temi di politica internazionale, diventando argomento il principale di discussione al pari del #covid e #vaccinazioni.

La distribuzione delle interazioni e dell’interesse è insolitamente alta anche nelle fasce di età più giovani, dai 18 ai 24 anni con una netta prevalenza di ragazze, mentre nella fascia centrale dai 25 ai 34 anni la distribuzione di genere è molto simile e livellata.

 

Partiti e leaders commentano e prendono posizione: la Lega e Matteo Salvini sono nettamente i più attivi sulla comunicazione online, attestandosi su posizioni favorevoli alle ragioni degli israeliani; le forze progressiste e di sinistra come Potere al popolo e uno dei suoi leaders, Giorgio Cremaschi, si impongono tra i più forti sostenitori della causa palestinese. Tuttavia, al netto delle differenze di schieramento, l’audience generale che dibatte sul conflitto in medio-oriente accomuna Matteo Salvini ed Enrico Letta esattamente con gli stessi valori di sentiment, nettamente negativi per entrambi al 92%, con alte percentuali di rabbia e disappunto.

L’audience reputa la Lega e Salvini troppo sbilanciati a favore degli israeliani, mentre Enrico Letta e il PD su posizioni eccessivamente moderate e poco attente alle ragioni del popolo palestinese. La polarità di opinioni delle rispettive audience di riferimento, in questo caso, produce una sovrapposizione identica dei livelli di disapprovazione per le posizioni di entrambi i leaders.

Tra le frasi e parole più utilizzate troviamo “chiediamo pace”, “odio hamas” “terroristi Hamas e “intervento immediato”, sebbene la parola “terroristi” venga spesso usata indistintamente per i due schieramenti. Così come “diritto ad esistere” e “diritto a difendersi” sono due formule utilizzate per entrambe le fazioni.

L’hashtag più popolare e trending topic in queste ore è #FreePalestine e come spesso avviene in questi casi alcuni personaggi e sportivi famosi prendono posizione pubblicamente: dopo gli scontri dell’11 maggio sulla spianata delle Moschee il calciatore dell’Inter, Hakimi, ha pubblicato il proprio sostegno alla causa palestinese, così come Ismael Bennacer del Milan.

Tra le numerose popstar e influencer troviamo anche l’attrice israeliana Gla Gadot che in un tweet con oltre 135mila condivisioni, ha riportato la celebre formula dei “due popoli e due stati” sulla quale in ambito internazionale si dibatte da numerosi decenni.

“Israele si merita di vivere in sicurezza come una nazione libera, i nostri vicini meritano la stessa cosa”, scrive Gadot.

In generale il conflitto israelo-palestinese rimane un tema mainstream, dopo il picco dei giorni scorsi dovuto all’inizio dell’escalation delle ostilità, il volume complessivo delle conversazioni resta alto e costante, con un tasso di engagement all’1,2% e una distribuzione di interesse molto omogeneo, in tutta Italia.

* Analisti: Gaetano Masi, Marco Mazza, Giuseppe Lo Forte
Giornalista, content editor: Massimo Fellini