Mancano all'appello 50 milioni di dosi di vaccino

Mancano all'appello 50 milioni di dosi di vaccino

Lo dimostra la Fondazione Gimbe. Il presidente Cartabellotta: "Tenuto conto anche del numero esiguo di dosi di Moderna, la campagna vaccinale in Italia è sempre più Pfizer-dipendente"

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AGI - A un mese e mezzo dalla fine del semestre devono essere ancora consegnate circa 50 milioni di dosi, quasi due terzi di quelle previste dal Piano vaccinale. È quanto fa sapere la Fondazione Gimbe dopo aver ricordatro che ieri alle ore 12.12 risultavano consegnate 27.429.090 dosi, il 36% di quelle previste per il primo semestre 2021.

"Al di là di ritardi e irregolarità delle consegne di AstraZeneca - spiega Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe - finora Johnson & Johnson ha consegnato solo "briciole" e oltre 7 milioni di dosi CureVac restano vincolate ai tempi di approvazione dell'EMA. In altri termini, tenuto conto anche del numero esiguo di dosi di Moderna, la campagna vaccinale in Italia è sempre più Pfizer-dipendente".

Sempre fermandosi agli aggiornamenti di ieri, risulta che il 29,2% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (17.413.508) e il 13% ha completato il ciclo vaccinale (7.725.554), con importanti differenze regionali: dal 32,7% di vaccinati con almeno una dose della Provincia Autonoma di Trento al 24,6% della Sicilia.

Aumentano le somministrazioni settimanali (+8,5%), ma in maniera minore rispetto alla settimana precedente, con una media mobile a 7 giorni che si attesta intorno a 465 mila somministrazioni al giorno.

"Il mancato sprint della campagna vaccinale - precisa Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari di Gimbe - è influenzato dalla mancata somministrazione di 1.286.041 dosi di AstraZeneca, le cui scorte "in frigo" oscillano dal 4,7% del Molise al 46% della Sicilia. Tenendo conto che l'uso preferenziale di questo vaccino è negli over 60, è inevitabile che i rifiuti influenzino la copertura vaccinale in questa classe d'età".

Il 68% degli over 60 - secondo il monitoraggio di Gimbe - ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con le Province autonome di Trento e Bolzano che si avvicinano all'80%. Si rilevano notevoli differenze regionali nelle fasce over 80 e 70-79 anni, mentre quella 60-69, a fronte di un rilevante impatto sulle ospedalizzazioni, è ancora molto indietro.

Guardando alla percentuale di popolazione che non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino, la copertura degli over 60 è complessivamente insufficiente. Infatti, se solo il 9,9% degli over 80 (439.599) non ha ricevuto neppure una dose, la percentuale sale al 25,9% della fascia 70-79 (1.548.525) e al 49,6% per quella 60-69 anni (3.650.078). In altri termini, oltre 5,6 milioni di persone a rischio elevato di ospedalizzazione sono ancora totalmente scoperte dalla protezione vaccinale.