Luana D'Orazio è il simbolo dei corpi straziati sul lavoro

Luana D'Orazio è il simbolo dei corpi straziati sul lavoro

Agliana, piccolo centro del Pistoiese, vestita a lutto è tutta raccolta in silenzio di fronte alla piccola chiesa di Spedalino Asnelli. Un lungo applauso per accompagnare l'ingresso del feretro in chiesa

Pistoia Luana Agliana

© Luana D'Orazio/Facebook - Luana D'Orazio

“E’ una lunga, lunghissima litania quella dei morti sul lavoro. E’ una litania che si allunga ogni giorno senza arrestarsi. Due, tre vittime al giorno. Qualcosa di inaudito. Di inaccettabile. Ora siamo qui attorno al corpo straziato di Luana. La sua storia ha commosso l’intero paese. Ma il suo corpo straziato è qui a nome di tutti gli altri corpi straziati ogni giorno sui luoghi di lavoro”. Così il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, durante l'omelia per i funerali nella chiesa di Spedalino Asnelli ad Agliana di Luana D'Orazio, la giovane operaia stritolata da un macchinario tessile in un'azienda a Montemurlo.

Agliana vestita a lutto è tutta raccolta in silenzio di fronte alla piccola chiesa di Spedalino Asnelli. Tanta gente all’esterno che tributa un lungo applauso che rompe il silenzio per accompagnare l'ingresso del feretro in chiesa.

La chiesa si trova proprio davanti all'istituto comprensivo Don Milani che Luana aveva frequentato. Davanti ai cancelli il personale della scuola ha affisso un cartello con la scritta "La tua scuola ti saluta, ciao Luana".

"Luana – aggiunge il vescovo - e tutti gli altri, oggi stanno qui, in piedi davanti a noi. Ci guardano, ci osservano e ci chiedono conto. Ci dicono che non bastano le emozioni forti, non basta che ci commuoviamo per un momento: occorrono impegno e responsabilità, concretezza, determinazione e scelte coraggiose. Occorre che le cose cambino".

“Dobbiamo lasciarci inquietare dallo sguardo di tutti i morti sul lavoro – aggiunge il vescovo - da quegli occhi che oggi ci fissano. Vorremmo abbassare i nostri, per la vergogna. Non possiamo farlo. Dobbiamo lasciarci guardare. Non ci guardano con odio e risentimento ma, nonostante tutto, con amore. Il loro sguardo è supplica, accorata supplica, insistenza, stimolo, pressione esigente perché non capiti più quello che è accaduto a loro: perchè cambiamo il nostro modo di vivere e di organizzare la società". Allo stesso tempo, non possiamo non chiedere perdono, sinceramente, dal profondo del cuore per questa come per tutte le altre morti". "Perché - spiega il vescovo di Pistoia - queste cose non dovevano succedere.

E se sono successe, la responsabilità, in qualche modo è di tutti. Forse in misura diversa e per questo giustamente la magistratura deve fare il suo corso. Ma tutti quanti portiamo il peso di queste morti ingiuste, indegne, delittuose".

Ma oggi tutta si è ‘vestita’ a lutto per l’ultimo saluto a Luana. "E' come se tutta la Toscana fosse stata qui oggi, l'ho sentito nella commozione, nella partecipazione della gente e nel volto solare di questa giovane donna”. Afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “In questa cerimonia – aggiunge - vedo una Toscana fatta di semplicità ma di autenticità, di grandi valori che non può essere lasciata sola".

Mentre il sindaco di Agliana, Luca Benesperi, dice “da domani bisogna iniziare a fare quello che non siamo riusciti a fare fino a oggi, garantire un lavoro sicuro per tutti”.

Ai funerali anche l'attrice Monica Guerritore che dice: "Luana per grande senso di responsabilità, di maturità e di forza, ha messo da parte il sogno di fare l'attrice, per occuparsi del suo bambino e di sua madre, ha pensato ad avere un lavoro sicuro. Invece questa sicurezza, che lei pensava di avere, è stata tradita da chi, per sciatteria, per incuria, non ha salvato la vita di una giovane".

Guerritore ha seguito la cerimonia funebre ed ha portato solidarietà alla famiglia. "Sono qui in rappresentanza di tutte le attrici - spiega - era il suo sogno, oggi Luana avrà accanto il mondo dello spettacolo di cui sognava di fare parte".