Perché i medici di base devono far pagare il 'green pass'

Perché i medici di base devono far pagare il 'green pass'

"Sono in tanti a chiedercelo - spiega all'AGI il presidente dell'Ordine dei Medici di Milano Roberto Carlo Rossi - alcuni, quando vengono a sapere che si paga, si tirano indietro". Per Rossi in ogni caso "è un certificato inutile"  

medici green pass 

© Nicola Marfisi/AGF - Un medico visita un malato di Covid a casa in Val Brembana durante la Fase 1 dell'emergenza

AGI - “Il green pass? I medici di medicina generale devono farlo pagare e comunque non dovrebbe esistere o dovrebbe avere la forma di un’autocertificazione”. Lo dice all’AGI Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici di Milano.

"C'è un elenco ben preciso di certificati gratis"

In attesa che si definiscano i dettagli per il rilascio del certificato che dovrebbe consentire agli italiani dalla seconda metà di maggio di spostarsi anche nelle regioni arancioni e rosse (al momento la libertà circolazione è permessa solo tra quelle gialle), sono tanti i  cittadini che si rivolgono al proprio medico per riceverlo.  

“Molti di loro quando gli viene detto che è a pagamento si tirano indietro – spiega Rossi – del resto non è possibile per noi fare altrimenti. Il green pass al momento non rientra nell’elenco di prestazioni convenzionate che vengono definite una per una nell’accordo collettivo nazionale e non dimentichiamo che i medici di base sono liberi professionisti, non dipendenti del servizio sanitario pubblico. Ci sono una serie di certificati, come per esempio quello di ‘riammissione scolastica’ che sono gratuiti perché sono compresi in questa convenzione. O come la certificazione Inail che in passato veniva pagata dal cittadino, mentre ora la legge ha disposto che sia gratuito e noi lo abbiamo recepito”.  

"Basterebbe un'autocertificazione"

In ogni caso secondo Rossi, il certificato sarebbe “inutile” visto dalla prospettiva dei medici che rappresenta.  “Vediamo i singoli casi – afferma – il tampone negativo nelle ultime 48 ore viene constatato da un laboratorio di analisi, che senso ha che lo riporti in un certificato il medico di medicina generale? E’ come se una persona fa un esame del sangue per vedere il gruppo sanguigno. Quello è, non c'è' bisogno che qualcun altro lo attesti. Il medico non fa altro che prenderne atto. Nell’ipotesi di un paziente guarito, io medico scrivo che lo è  da 21 giorni ma basandomi sulle sue dichiarazioni, che non ha sintomi da una settimana”.

Il terzo caso è quello di chi è vaccinato, anche qui il medico non farebbe che prenderne atto. In ogni caso, sottolinea Rossi, “non abbiamo ricevuto nessuna indicazione che ci dica cosa fare al momento.

Il certificato verde così come viene proposto "è solo un ulteriore aggravio burocratico in quello che per antonomasia è il Paese dei certificati”. Contattata sul punto, Ats Milano spiega che "noi al momento non rilasciamo nessuna green pass, siamo in attesa di capirne di più".