#Savetheweddings, la protesta dell'industria dei matrimoni sul web

#Savetheweddings, la protesta dell'industria dei matrimoni sul web

La morte dei sogni delle coppie e di un settore di impresa raccontata da un giovane fotografo

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AGI - Un giardino, ma abbandonato e incolto; una villa d'epoca, ma in rovina; e poi gli sposi, giovani che dovrebbero essere belli e felici e invece hanno il trucco pesante e tetro che i giovani messicani usano per mascherarsi nel giorno dei defunti. Dal sogno di un matrimonio in grande stile, all'incubo di una pandemia che ha cancellato i progetti di migliaia di coppie e il lavoro di una vera industria.

#Savetheweddings è l’hashtag che un giovane fotografo di Montoro, in Irpinia, lancia attraverso un video (https://www.youtube.com/watch?v=2Jl1mfbUn3A) intitolato appunto 'Sposi defunti' per smuovere l’attenzione sul mondo del wedding, paralizzato da ottobre scorso e che ha avuto soltanto una tregua di un paio di mesi la scorsa estate, ma che da oltre  un anno non produce più eventi. Pasquale De Maio ha 33 anni e la fotografia è il suo lavoro da quando ne aveva 14.

“A 21 anni avevo già il mio studio fotografico – racconta all'AGI – mi sono formato a Napoli in una scuola di fotografia e cinema e ho sviluppato uno stile certamente diverso da quello che ispira i servizi fotografici classici. Questo mi ha permesso di crearmi un mio spazio e di resistere in un anno in cui ho perso almeno il 75% del fatturato rispetto al 2019”.

La protesta

L’idea di un video d’impatto nasce dalla convinzione che le proteste in piazza per chiedere ristori servano a poco. “C’è stata una manifestazione a Napoli –spiega – ma queste proteste lasciano il tempo che trovano. Di fatto siamo ancora senza linee guida per riprendere. E quando abbiamo avuto il nuovo decreto che ha cancellato la speranza di ricominciare dopo il 6 aprile, la delusione è stata fortissima. Ho coinvolto una giovane coppia, Sabatino e Stefania, che a ottobre scorso si è sposata, con una cerimonia molto ristretta. Avevano gli abiti, li abbiamo truccati e così sono diventati gli sposi defunti, per rappresentare un mondo che è sospeso nel limbo ed è profondamente deluso e sfiduciato”.

La speranza nel vaccino

Le speranze del settore sono tutte riposte nella campagna vaccinale. “Se davvero dovesse ripartire a luglio – osserva il fotografo – il settore avrebbe già perso mezza stagione. Il grosso degli eventi si concentra tra maggio e ottobre. Quest’anno potremmo recuperare i matrimoni programmati per il 2020, ma dubito che sarà possibile ritornare ai volumi d’affari ante pandemia”.

I numeri del settore

Nel 2019 il valore del settore wedding era stimato in 4 miliardi di euro, con 190mila matrimoni celebrati in Italia, con una spesa media, secondo i dati Istat, di 24mila euro. Tutta la filiera coinvolge in Italia 30mila aziende, tra società e partite Iva con una stima di 100mila lavoratori impegnati. Il matrimonio era diventato anche un indotto turistico, con una presenza sempre più massiccia di stranieri che decidevano di sposarsi in Italia con la Campania che occupava il 15,3% di questo mercato, seconda solo alla Toscana con il 25,6%.

In Campania il wedding contava circa 11.500 imprese nel settore, tra ristorazione, fiorai, confezionamento e vendita di abiti da cerimonia, fotografi, agenzie di organizzazione eventi, produzione e vendita di bomboniere, con oltre 25mila matrimoni celebrati. Il 2020 ha già segnato la scomparsa di 22mila posti di lavoro nel settore che aveva un valore di circa 2 miliardi di euro nella regione.