"No alla precedenza al vaccino", la scelta del medico in pensione

"No alla precedenza al vaccino", la scelta del medico in pensione

Il medico in pensione lombardo Amedeo Di Matteo, 76 anni, ha deciso di non approfittare della possibilità di vaccinarsi prima di quelli più anziani di lui "per una scelta etica"

No precedenza vaccino scelta medico in pensione

© ROBERT MICHAEL / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP - Vaccino AstraZeneca

 Amedeo Di Matteo, 76 anni, e la moglie, Angela Mauri, 71 anni, avrebbero avuto diritto al vaccino in quanto medici in pensione ma hanno rinunciato “per una scelta etica”.

“L’unico criterio da utilizzare per scegliere chi deve essere vaccinato prima è l’età. Sarebbe stato scorretto  sottrarre una dose a chi è più anziano di me e rischia di più- spiega all’AGI Di Matteo, ex responsabile del reparto di Ostetricia all’ospedale di Cantù e residente con la moglie a Mariano Comense (Como) - . Sappiamo che di Covid a 40 anni non si muore, la stragrande maggioranza dei decessi sono di persone dai 65 anni in su, con un picco dagli 80 anni in poi”. 
 Di Matteo è critico con la scelta di privilegiare alcune categorie, anche quella degli stessi medici se non lavorano a diretto contatto coi pazienti Covid: “Il paradosso è che in questa fase della pandemia, ora che ci sono i dispositivi di protezione per i sanitari, chi lavora nei reparti non Covid si trova a che fare con pazienti che hanno fatto il tampone e sono risultati negativi. Quindi non corre rischi particolari. Risulta poi incomprensibile la vaccinazione ai dipendenti amministrativi negli ospedali, che corrono un pericolo tale e quale a quello di chi sta fuori”.

“Tutte le categorie sono importanti in una società - prosegue -. Quando lavoravo in ospedale sapevo bene che avrei potuto eseguire l’intervento più riuscito del mondo ma perché tutto funzionasse c’era bisogno di chi portava da mangiare al malato e di chi faceva le pulizie. Tutte le componenti di una società sono importanti ma qui il punto è che chi rischia di morire per il Covid sono gli anziani, così come per la poliomelite erano i bambini i soggetti da tutelare. E sono gli anziani che, in assenza di terapie certe, vanno vaccinati per primi”.

Per questo, secondo il medico in pensione “politici e tecnici hanno responsabilità gravissime per la morte di tanti anziani che si potevano salvare se vaccinati prima”. “Io aspetterò il mio turno con pazienza - conclude -. Era l’unica scelta che mi sentivo di fare in coscienza e lo stesso vale per mia moglie”.