C'è un lavoro per  Rachid, ma 'l'angelo dimenticato' vive ancora in auto

C'è un lavoro per  Rachid, ma 'l'angelo dimenticato' vive ancora in auto

La vicenda dell'uomo, che nel 2013 aveva salvato madre e figlia ferite in un incidente stradale e che da alcuni anni ha perso il lavoro, aveva innescato una gara di solidarietà a Torino

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AGI - Forse è intimidito dalla improvvisa 'notorietà', oppure è bloccato dalla sua posizione di 'irregolare'. Di fatto, Rachid Saiad, il 43enne marocchino che nel 2013 salvò mamma e figlia dopo un incidente stradale e che in seguito al fallimento della ditta per cui lavorava è costretto a vivere in auto, nonostante offerte e attestati di solidarietà da tutta Italia, è ancora senza un impiego. Vive ancora nella vecchia Seat Ibiza in un parcheggio del quartiere Borgo Vittoria, alla periferia di Torino.

L'offerta in una ditta di imballaggi

Dopo che l'AGI aveva raccontato la sua storia, la vicenda era stata ripresa da varie testate locali e nazionali.  Nel quartiere sono addirittura girate voci di inviti in trasmissioni televisive in prima serata. Nei giorni scorsi Rachid ha ricevuto, oltre ad alcune meno concrete, una 'solida' offerta di lavoro in una ditta di imballaggi a Villastellone, appena fuori dalla città. Ma tutto la situazione ancora non si sblocca.

"Le tante donazioni in denaro che la gente gli ha inviato sono tornate indietro - spiega il presidente della Circoscrizione Simone Tosto - perché il conto aperto da Rachid alle Poste era in rosso, seppure di poche decine di euro. Per quanto riguarda invece la sistemazione - aggiunge - pensavo si stesse trasferendo in una stanza, ma qualcosa deve essere andato storto perché stanotte ha dormito ancora nell'auto che gli ha prestato un amico".

Il permesso scaduto

Non è quindi da escludere che a bloccare Rachid sia il permesso di soggiorno scaduto. Come lui stesso aveva raccontato sette giorni fa all'AGI, il documento non è più valido dallo scorso gennaio e non è mai stato rinnovato. Nel frattempo, chi si è impegnato a trovargli un impiego avrebbe anche vagliato con la questura una possibile soluzione per regolarizzare lo status da immigrato. Servirebbe però che Rachid rispondesse al telefono, ma negli ultimi due giorni risulta sempre irraggiungibile. In attesa di una schiarita, decine di persone del quartiere continuano a donargli vestiti e cibo, oltre alle medicine necessarie per lenire i dolori dell'ulcera che lo affligge da anni.