Delpini: "Alzerò il grido della protesta contro ogni uomo che percuote una donna"

Delpini: "Alzerò il grido della protesta contro ogni uomo che percuote una donna"

La forte denuncia contro i femminicidi dell'arcivescovo di Milano in occasione dell'8 marzo

Delpini protesta contro maltrattamenti donne

© Nicola Marfisi / Agf - Il Vescovo di Milano Mario Delpini 

AGI - Contro i troppi casi di femminicidio si leva la voce dell'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, anzi il suo "grido di protesta". E' un messaggio forte quello scelto dall'arcivescovo in occasione della giornata internazionale della donna, il prossimo 8 marzo. 

Un omaggio all'amore tra uomo e donna

"Quale cantico canterai oggi, Sposa dell’Agnello?" è un omaggio all’amore tra l’uomo e la donna, ma anche una seria denuncia contro gli innumerevoli episodi di donne maltrattate e uccise spesso dai propri compagni. "L'umanità incompiuta semina nel giardino un grigiore che spegne i colori e la gioia" si legge nella prima parte "L’uomo senza la donna, la donna senza l’uomo cantano la malinconica elegia dell’incompiuto". 

"Sarò la voce di ogni donna ferita"

Poi l'affondo di Delpini. "Contro la viltà del prepotente, contro la violenza ottusa che colpisce, contro la pretesa aggressiva di possedere, contro la perfidia dell’umiliare, alzerò il grido della protesta". "E sarò la voce di ogni donna ferita, di ogni giovinezza negata, di ogni bellezza sfruttata, di ogni fedeltà tradita. Alzerò il grido della protesta e l’invocazione della giustizia per ogni bambina violata, per ogni ragazza ingannata, per ogni maturità umiliata, per ogni morte violenta" scrive l'arcivescovo di Milano. 

"Alzerò il grido della protesta contro ogni uomo che percuote una donna - continua - , contro ogni uomo che disprezza una sorella, un fratello. Alzerò il grido della protesta per ogni casa corrotta a prigione, per ogni bellezza ridotta a spettacolo, per ogni sogno trasformato in incubo, per ogni donna usata come oggetto". 

Scriviamo insieme un nuovo patto, la sinfonia dei mondi

Il testo si conclude con un invito al "popolo immenso di donne e di uomini" a scrivere insieme un nuovo patto, una "sinfonia dei mondi" capace di raccogliere e custodire "tutte le voci e tutte le speranze". Ma per fare questo serve l'impegno di tutti: "Come scrivere una sinfonia dei mondi, se non la scrivete anche voi?".