Sì del Cts, cinema e teatri riaprono dal 27 marzo nelle Regioni gialle

Sì del Cts, cinema e teatri riaprono dal 27 marzo nelle Regioni gialle

L'apertura sarà possibile solo non oltre le 22, con l'obbligo di indossare sempre la mascherina e il distanziamento tra gli spettatori. Accessi ai musei anche nei week end. 

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© Claudia Greco / AGF 
- Teatro alla Scala di Milano con spettatori distanziati 

AGI - Via libera del Comitato tecnico-scientifico al protocollo presentato dal ministro Franceschini, redatto con le associazioni di settore, per la riapertura in sicurezza di cinema e teatri. L'obiettivo, come chiesto dal ministro, è di riaprire il 27 marzo, giornata mondiale del Teatro: già mercoledì il Cts aveva accolto l'impianto di massima e sottolineato la prospettiva della riapertura a fine marzo, ma si farà il punto sulla situazione epidemiologica due settimane prima. Il Cts, a quanto si apprende, ha indicato una serie di paletti, a partire dal fatto che l'apertura sarà possibile solo nelle regioni in zona gialla e comunque non oltre le 22. Oltre a una serie di indicazioni sulla capienza massima, e l'obbligo di indossare sempre la mascherina (almeno chirurgica).. 

In un tweet il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha confermato che "Il confronto con il CTS e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura di teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nei week end".

Ma non tutti sono d'accordo. L'ATIP - Associazione Teatri Italiani Privati - ha evidenziato l’impossibilità per il settore Privato dello Spettacolo dal Vivo di ipotizzare una riapertura delle sale nei prossimi 30 giorni senza la certezza di un sostegno economico e operativo. 

In una lettera indirizzata al Ministro Franceschini, l’Associazione presieduta da Massimo Romeo Piparo, anche in considerazione di un’emergenza sanitaria non ancora superata, sottolinea la necessità di valutare le obiettive difficoltà delle Aziende Private produttrici e organizzatrici degli Spettacoli dal vivo che operano rischiando in proprio e senza il sostegno di significative risorse Statali: il clima di incertezza, l’assenza di un protocollo sanitario specifico e collaudato per i lavoratori del palcoscenico, le restrizioni ancora presenti e la riduzione delle capienze impediscono di fatto di poter tornare a lavorare in sicurezza nei teatri.    

Nella lettera, l’ATIP coglie l’occasione di proporre al Ministro di usare la simbolica Giornata Mondiale del Teatro del 27 Marzo “per un momento di confronto con l’intero comparto dello spettacolo dal vivo, delle Istituzioni e della Politica, della Cultura, della Stampa per definire tutti insieme i parametri e la tabella di marcia per una organizzata, strutturata e ponderata apertura delle nostre attività”.  

Nata nel maggio dello scorso anno, l'ATIP - Associazione Teatri Italiani Privati vede come nucleo fondatore 18 grandi Teatri Privati sparsi lungo tutta la Penisola ai quali si sono aggiunti numerosi teatri (al momento oltre 48) e molte realtà produttive.