In dieci Regioni Rt sopra 1, e cinque sono a rischio alto

In dieci Regioni Rt sopra 1, e cinque sono a rischio alto

Il report settimanale dell'Iss e del ministero della Salute: alla luce della circolazione delle varianti con maggiore trasmissibilità l'indicazione della cabina di regia è quella di "innalzare le misure di mitigazione" per ridurre le interazioni fisiche tra le persone

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© alessandro bremec / nurphoto / Afp 
- centro vaccinazione covid 19 a Milano 

AGI - Dieci Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Molise, Piemonte, Trento, Toscana e Umbria), di cui una (Basilicata) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3.

Delle altre nove, cinque hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2.  È quanto si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio della Cabina di Regia ministero della Salute-Iss, secondo cui le altre Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno. 

"Si conferma per la quarta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio - si legge nel documento -  sono 15 le Regioni/PPAA con un rischio alto o moderato".

In particolare, cinque Regioni (Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria) hanno un livello di rischio alto.

Sono 10 (vs 12 la settimana precedente) le Regioni con una classificazione di rischio moderato (di cui cinque ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei (vs otto la settimana precedente) con rischio basso. 

Alla luce dell'aumentata circolazione "di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità" e del "chiaro trend in aumento dell'incidenza su tutto il territorio italiano" l'indicazione è quella di "innalzare le misure di mitigazione per raggiungere una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità".

"È fondamentale - si sottolinea nel documento della cabina di regia - che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile".

Nel report si invitano le Regioni "a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. È necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento "Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale".

Nell'ultima settimana si osserva un peggioramento anche nel numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (8 Regioni vs 5 la settimana precedente).

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua ad essere alto ma sotto la soglia critica (24%).

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.074 (16/02/2021) a 2.146 (23/02/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è sostanzialmente stabile (18.463 al 16/02/2021, a 18.295 al 23/02/2021).

"Tale tendenza a livello nazionale - sottolinea il report - sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza impongono comunque misure restrittive".