Un medico di base: "Nel Bresciano bisognerebbe chiudere tutto"
ESCLUSIVA AGI

Un medico di base: "Nel Bresciano bisognerebbe chiudere tutto"

Ovidio Brignoli, operativo nel comune di Capriolo all'AGI: "Siamo messi male, il coronavirus contagia intere famiglie. Sono necessarie da subito vaccinazioni a tappeto"

allarme dottore nel bresciano bisognerebbe chiudere tutto

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PIERO CRUCIATTI / AFP - Ospedale di Brescia, coronavirus

AGI - "Bisognerebbe chiudere, stiamo implorando da giorni che lo si faccia". Ovidio Brignoli è vicepresidente della Società italiana di Medicina Generale e medico di base di Capriolo, uno degli otto Comuni del Bresciano in zona arancione rafforzata e racconta all'AGI la situazione in uno dei focolai più preoccupanti per come lo vede dal suo, sempre più affollato, ambulatorio.

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PIERO CRUCIATTI / AFP
Ospedale di Brescia, coronavirus

"Siamo messi male, siamo pieni di infetti, che non vuol dire necessariamente malati. Quello che osserviamo è che, nel giro di poche ore, se si infetta uno della famiglia lo diventano anche tutti gli altri. Gli ospedali - aggiunge - sono saturi, tengono solo qualche posto solo per i casi gravissimi. Bisognerebbe fare le vaccinazioni a tappeto e invece solo dal 26 febbraio inizia quella sistematica degli over 80".

Secondo il medico, Brescia è la provincia più colpita per varie ragioni: "Perché non c'è mai stata soluzione di discontinuità, anzitutto. Da ottobre dopo la 'pausa' estiva il virus è ricomparso senza mai sparire e quando i giovani sono stati 'liberati' hanno impestato tutto. Il settanta per cento ora è variante inglese. Poi c'è il fatto che Brescia è una provincia che lavora molto e, come anche altrove, non si rispettano le regole per evitare il contagio".

Brignoli è molto critico con la scelta di non far vaccinare nei loro studi, per il momento, i medici di medicina generale, "così poi succede che gli anziani li portiamo, malconci, a dieci chilometri di distanza da dove vivono quando potrebbero venire da noi. Sono scelte incomprensibili".