Un imputato rischia di essere condannato all'ergastolo 'via Teams'. Ma l'avvocato non ci sta
ESCLUSIVA AGI

Un imputato rischia di essere condannato all'ergastolo 'via Teams'. Ma l'avvocato non ci sta

Accusato di omicidio, vorrebbe partecipare all’udienza in cui devono decidere se condannarlo al carcere a vita ma la Corte d’Assise d’Appello di Milano glielo nega invitandolo a stare a casa. "Eppure l'aula è 200 mq - dice il suo legale - non ci sono pericoli Covid"

Rischia ergastolo via teams avvocato protesta 

Tribunale Milano

AGI - L’imputato vorrebbe partecipare all’udienza dove devono decidere se condannarlo all’ergastolo, come richiesto dall’accusa, ma la Corte d’Assise d’Appello di Milano glielo nega invitandolo a “comparire” su teams.

“Eppure – spiega all’AGI l’avvocato Simona Giannetti che lo difende – l’aula del processo è grande almeno 200 metri quadri e dentro, oltre ai giudici, ci dovrebbero stare solo due avvocati e il procuratore generale. Come dire, noi facciamo una festa, siamo tutti lì, ma tu collegati. Quindi, sommessamente ma non troppo, in un’aula che contiene circa 3 bilocali milanesi ci sono tutti, proprio tutti: c’è l’accusatore, la difesa e i giudicanti ma non lui, l’imputato di cui si parla e a cui l’accusatore vuole dare l’ergastolo con l’isolamento diurno?”.

In primo grado l’uomo, un 46enne che risponde di omicidio, arrestato dopo sei anni di indagini, era stato condannato a 23 anni.

“Il sostituto procuratore generale ha chiesto la sua condanna alla detenzione a vita con un foglio di 8 pagine, copia e incolla del primo grado, a fronte delle 250 pagine scritte da me e dalla collega Maria Battaglini - prosegue Giannetti -.  Questo prevede il processo cartolare voluto dal Governo: con un pezzo di carta, senza guardare in faccia i giudici e l’imputato, si può chiedere il carcere a vita con isolamento diurno, una pena accessoria che, secondo quanto già stabilito dal Consiglio d’Europa, dovremmo abolire. Ci hanno insegnato che per le buone maniere non si parla degli assenti - conclude - ma forse non vale nei processi dove si parla della libertà dei prossimi 30 anni di un individuo".