I genitori del ragazzo bolognese al quale aveva citofonato Salvini sono stati arrestati per droga

I genitori del ragazzo bolognese al quale aveva citofonato Salvini sono stati arrestati per droga

L'episodio durante l'ultima campagna elettorale. L'appartamento era stato indicato al leader della Lega come 'covo' di pusher. Il fatto suscitò una pioggia di critiche

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Matteo Salvini

AGI – Sono stati arrestati per spaccio di droga i genitori del ragazzo, all’epoca minorenne, destinatario della ‘citofonata’ di Matteo Salvini al quartiere Pilastro, nella periferia di Bologna.

I due, 59enne tunisino lui e 58enne svizzera lei, sono stati sorpresi dai carabinieri nello stesso appartamento in via Grazia Delledda dove suonò il campanello il leader della Lega ‘a caccia di pusher’, nel gennaio scorso, negli ultimi giorni della campagna elettorale per le regionali in Emilia Romagna.

Un’iniziativa, quella del segretario leghista, che provocò una marea di polemiche oltre a manifestazioni di protesta da parte di alcuni residenti del Pilastro. L'operazione anti-droga dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Bologna Centro è scattata ieri pomeriggio: i militari hanno osservato i movimenti di un uomo poi rivelatosi un consumatore di cocaina che aveva citofonato al portone del palazzo di via Deledda.

Così è scattato il blitz nell'appartamento in uso alla coppia poi arrestata. Qui i militari dell’Arma hanno scoperto e sequestrato 13 grammi di cocaina, 170 grammi di marijuana, 384 grammi di hashish, un bilancino di precisione, del materiale utilizzato per il confezionamento della droga, un caricatore di una pistola semiautomatica, proiettili di vario calibro, una pistola elettrica tipo Taser, 925 euro e altri 340 euro contraffatti.

Il 59enne e la 58enne dovranno rispondere di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate e detenzione abusiva di armi. In attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, l’uomo è stato portato in camera di sicurezza mentre la donna è stata sottoposta ai domiciliari.