Possibile che l'algoritmo di TikTok non distingua un bambino da un adolescente?

Possibile che l'algoritmo di TikTok non distingua un bambino da un adolescente?

Se lo domanda il garante della Privacy che aggiunge: "Se la piattaforma può usare i dati personali per scopi commerciali potrà anche adoperarli per capire l'età degli utenti"

garante privacy tiktok adolescenti

© Afp - TikTok

AGI - "Il nostro provvedimento vieta a TikTok di trattare dati di utenti di cui non può verificare l'età. Questo provvedimento ha effetto immediato. Siamo consapevoli che può essere complicato per una piattaforma globale adeguarsi da un giorno all'altro a nuove regole. TikTok doveva già adeguarsi, se vuole davvero allinearsi alle nuove regole possiamo concedere anche qualche ora in più. Ma dal social finora nessuna risposta ufficiale". Così Guido Sforza, componente del Garante per la protezione dei dati personali, a 'The Breakfast Club' su Radio Capital. 

"Se TikTok può usare i dati personali per scopi commerciali - aggiunge il Garante - potrà anche adoperarli per capire l'età degli utenti. Non sarà facile domani mattina dire se un ragazzo iscritto alla piattaforma ha 12 o 13 anni, ma è realistico pensare che possano distinguere un bimbo di 9 anni da un adolescente di 14". Sulla piattaforma è vietato iscriversi per chi ha meno di 13 anni, per Sforza questo vuol dire che "13 anni è l'età che il social identifica come quella adatta per usare il social".

"Se lo stesso gestore qualifica la piattaforma come idonea solo agli ultra tredicenni, allora è legittimo attendersi che faccia verifiche sull'età per accertarsi che gli utenti inadatti stiano fuori". Richiedere un documento potrebbe non essere invece risolutivo secondo il Garante, che dice: "Bisognerebbe dimostrare che l'utente che usa il social sia anche il titolare del documento. Ci vuole poco a mandare la fotocopia del documento di qualcun altro. Con questo provvedimento possiamo accendere un riflettore sul problema dell'età degli utenti ma questo non deresponsabilizza nessuno. Questi problemi non si risolvono con i provvedimenti ma con l'educazione".