Lettera aperta dei liceali del 'Righi' di Roma, stop ai cambi di rotta destabilizzanti

Lettera aperta dei liceali del 'Righi' di Roma, stop ai cambi di rotta destabilizzanti

Gli studenti auspicano un ritorno in classe in adeguata sicurezza e chiedono un canale funzionante di dialogo con  il ministero dell'Istruzione

liceali Righi Roma stop cambi rotta destabilizzanti

un sit in degli studenti del Righi

AGI - Una pianificazione puntuale che non veda continui cambi di rotta destabilizzanti, "e che tenga in considerazione le nostre necessità". È quanto "esigono" gli studenti del Liceo scientifico 'Augusto Righi' di Roma nella lettera aperta indirizzata alle istituzioni, unendosi alla protesta che dura da più giorni "per esprimere il nostro dissenso riguardo la gestione del mondo scolastico durante l’emergenza Covid-19 lo scorso anno e le modalità stabilite per il rientro a scuola", definitivamente stabilito per la data di ieri, "dopo vari rinvii". Studenti che chiedono siano ascoltate "la nostra voce e la nostra insofferenza".

Viene premesso il forte auspicio di un ritorno a scuola, ma "desidereremmo farlo in adeguata sicurezza. Siamo invece consapevoli dei problemi ancora irrisolti. Alle decisioni di stampo emergenziale prese nel marzo 2020, sarebbero dovuti seguire provvedimenti a lungo termine, alternativi ad una didattica esclusivamente digitale.

Rischiamo così che, come a settembre 2020, il piano per la riapertura si riveli nuovamente fallimentare, e ci porti nuovamente alla DAD svolgere il 100% delle lezioni a distanza. 

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Quest’ultima impedisce di seguire le lezioni in modo consono a tutti coloro che non dispongono di una connessione stabile, dispositivi adeguati (secondo l’Istat circa 850mila tra i 6 e i 17 anni, il 12,3%) o una stanza tutta per loro (il 41,9% vive in condizioni di sovraffollamento abitativo), evidenziando così il divario socio-economico che caratterizza lo stato Italiano e comporta un tasso crescente di abbandono scolastico che, con la didattica in presenza, sarebbe stato meno diffuso". Quest’anno sono 34mila gli studenti e le studentesse a rischio. 

Inoltre, nella lettera viene messo in evidenza "quanto siano state dannose le conseguenze di una didattica a distanza sulla nostra formazione e sul nostro benessere psicologico, portando ad un aumento nei casi di ansia, depressione e suicidi".

Uno scenario che "lede quanto stabilito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana, nei quali viene sancito il diritto allo studio: l'istruzione deve essere gratuita ed accessibile anche per coloro privi di mezzi, proprio in quanto diritto e non servizio, ai quali si aggiungono le grandi difficolta' che incontrano coloro con bisogni educativi speciali, disturbi specifici dell'apprendimento e disabilita'".

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Invece le modalità previste per il rientro a scuola con ingressi scaglionati "rischiano di creare enormi disagi agli alunni e alunne non autosufficienti, alle loro famiglie e agli insegnanti di sostegno".

In merito alla "pianificazione puntuale", gli studenti del Righi dicono di "non ritenere accettabile, in prossimità dell'esame di Stato, la mancanza di informazioni chiare sulle modalità con le quali poter svolgere la prova, tra cui la questione delle prove scritte, e dell'incidenza del PCTO sul voto finale, incertezze che si sommano ai disagi".

Perplessità anche sull'orario scaglionato, che prevede l'uscita del 40% del corpo studentesco oltre le ore 15.00 e una turnazione delle classi con l'utilizzo obbligatorio del sabato.

"Non poche sono le difficoltà create da tale provvedimento: in primis quelle riguardanti il pranzo, che andrebbe consumato in classe dove si dovrebbe abbassare la mascherina contemporaneamente aumentando il rischio di contagio.

Di conseguenza invitiamo gli istituti scolastici a ridurre la durata delle singole ore di lezione a 45/50 minuti, sia per coloro che entrano alle 10, cosi' da poter uscire entro le ore 15:00, sia per coloro che entrano alle ore 8, così da uscire alle ore 13:00 anche al fine di garantire un efficace scaglionamento delle fasce di entrata uscita nel rispetto delle normative anti-Covid".

Viene evidenziato che la posticipazione dell'orario di ingresso non si concilia con i consueti orari d'ufficio, "impedendo l'accompagnamento in macchina, e aggravando ulteriormente il sistema dei trasporti pubblici locali".

Seppur a conoscenza dei provvedimenti presi dalla Regione Lazio rispetto alla problematica della mobilità, "sembrano esserci ancora delle gravi insufficienze, sia sul numero di corse messe a disposizione, sia sul personale addetto, necessario ad accertarsi che il valore del coefficiente di riempimento nei mezzi attualmente consentito (50%) non venga superato, per evitare il conseguente rischio di fenomeni di assembramento all'interno e all'esterno del mezzo pubblico (fermate e stazioni).

Infatti il potenziamento di quest'ambito, finora trascurato, rappresenta un aiuto fondamentale per un rientro in sicurezza.

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Per garantire uno svolgimento continuo della didattica in presenza, gli studenti del Righi propongono screening nelle scuole per comprendere al meglio su quali linee agire e con quali urgenti investimenti intervenire per un effettivo miglioramento della suddetta condizione.

Potenziare quindi la comunicazione tra Asl e scuole, "c'è bisogno di una linea preferenziale per gli istituti che sia in grado di fornire in tempi rapidi le informazioni su possibili stati di quarantena, e non, all'interno delle classi. Con controlli maggiori e screening mirati, si potrebbe evitare di interrompere ripetutamente la didattica, e che le famiglie debbano attendere diversi giorni per ottenere risposte ufficiali di tale importanza".

Capitolo Recovery Plan: "Garantisca investimenti seri e di certa realizzazione volti a migliorare e rinnovare il sistema scolastico, sia da un punto di vista edile, sia da un punto di vista culturale. Questi fondi dovrebbero essere spesi maggiormente negli istituti che versano in situazioni peggiori, per fornire attrezzature, servizi per i più bisognosi, laboratori, spazi sociali e culturali, cosi' da colmare le enormi disparità legate alle zone".

Viene ribadita la necessità che l'edilizia riceva investimenti sufficienti a riparare i danni creati dai continui tagli negli ultimi anni, che hanno ridotto gli edifici ad una situazione molto grave: di questi solo 15.000 su 40.000 hanno il certificato di agibilità; solo il 53,2% possiede il certificato di collaudo statico, il 59,5% non ha il certificato di prevenzione incendi.

La situazione legata alla sicurezza negli edifici scolastici è di primaria importanza e da non sottovalutare, dice il documento degli studenti, "bisogna agire preventivamente.

Vorremmo inoltre si prendesse in considerazione di aumentare gli spazi riservati all'educazione per la quale carenza oggi si è costretti a riempire le classi con l'eccessivo numero di 25/30 persone.

Siamo coscienti che alcuni fondi siano già stati stanziati, chiediamo che vengano ampliati grazie al Recovery Fund e che il piano di rinnovamento dell'edilizia sia completo e funzionante, senza lasciare in situazioni rischiose nessun alunno/a, docente o personale ATA".

Nel documento gli studenti parlano anche di esigenza di "riprogettare la scuola in base a visioni innovative e pianificazioni lungimiranti, che non trascurino elementi quali eco-sostenibilità, sessualità e un'adeguata preparazione alla cittadinanza, parità e uguaglianza, rispetto della libertà e dei diritti individuali".

Viene lamentata la chiarezza sui dati che hanno condotto il governo a considerare la-scuola-messa-in-sicurezza di settembre come luogo di contagio, "tale mancanza si traduce in una inevitabile impossibilità di capire quali siano le situazioni rischiose da cambiare, e quindi nell'incapacità di poter fornire proposte concrete e consapevoli".

E le numerose mobilitazioni da parte di docenti, presidi, e famiglie "dimostrano quanto il malcontento che raccontiamo veda come protagonista inascoltata l'intera comunità scolastica. Per questo chiediamo che venga aperto un canale funzionante di dialogo tra chi la scuola la vive in prima persona e il ministero dell'Istruzione".