Il Cts ha dato via libera al ritorno a scuola in presenza

Il Cts ha dato via libera al ritorno a scuola in presenza

Il Comitato tecnico scientifico si è riunito questa mattina, su convocazione del governo. Possibile il rientro nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal dpcm del 14 gennaio. I presidenti delle Regioni potranno fare scelte diverse a seconda della situazione locale dei contagi

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© Aleandro Biagianti / Agf 
- Prato, istituto Buzzi, gli alunni a scuola con i nuovi banchi con ruote e seduta integrata 

AGI - Le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75%. E' questo il parere espresso oggi dagli esperti del Comitato tecnico scientifico "in coerenza" con quanto già previsto dal dpcm del 14 gennaio. Il Cts si è riunito questa mattina, su convocazione del governo, per dare un'indicazione sul rientro in classe dopo l'entrata in vigore della nuova ordinanza che ha istituito la zona rossa in Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano, quella arancione in altre 12 regioni e la gialla nelle restanti cinque, Campania, Sardegna, Basilicata, Molise e provincia di Trento.

Le scuole devono essere riaperte ma il Cts ha indicato che se per qualche motivo legato alla contingenza i presidenti di Regione optassero per una scelta diversa, "dovranno assumersi la responsabilità politica delle loro decisioni". 

Dopo tante incertezze e tira e molla, lunedì 18 gennaio, dunque, torneranno in classe gli studenti delle scuole superiori di quattro Regioni italiane: Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Molise. La didattica in presenza, secondo l’ultimo dpcm, dovrà essere garantita "almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca".

La Dad al 100% per gli gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado era iniziata a fine ottobre, dopo poco più di un mese dalla riapertura degli istituti dalla pausa estiva. Già dai primi di gennaio, in tutta Italia si sono moltiplicate le manifestazioni e i sit-in degli studenti che chiedevano di tornare in classe. Richiesta sostenuta anche dai dirigenti scolastici che più volte hanno ribadito quanto sia importante tornare a seguire le lezioni in presenza.

“L’esigenza di tornare a scuola c’è e questo è fuori discussione”, ha dichiarato all’AGI Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale presidi, "deve essere però valutato bene l'aspetto della sicurezza. Per questo motivo negli ultimi giorni, c’è stata molta attenzione sul servizio dei trasporti. Io mi auguro che questa riapertura sia duratura e che nell’immediato futuro scompaiano anche tutti quei comportamenti scorretti che nelle settimane prima di Natale hanno contribuito a far risalire la curva dei contagi. Altrimenti saremo costretti a tornare alla didattica a distanza”.

Giannelli ha inoltre sottolineato come questo periodo di chiusura e di incertezza sulla riapertura non sia stato difficile solo per gli studenti ma anche per i dirigenti scolastici: "Nelle scorse settimane si è creata un pò di confusione e - ha detto - i dirigenti ne hanno risentito, soprattutto per i continui cambi di programma che rendono difficile l’organizzazione di tutta la macchina scolastica”. 

Il ritorno in classe degli studenti delle superiori, seppur al 50%, “è un segnale positivo” per Mario Rusconi, presidente dell’Anp del Lazio. “Abbiamo sempre tifato per la didattica in presenza, ora dobbiamo fare in modo che ci siano tutte le misure di sicurezza necessarie. Il problema - ha detto all’AGI - non è all’interno degli istituti scolastici ma fuori. Per quanto riguarda la città di Roma, l’Atac ci ha assicurato che sono stati fortemente potenziati i trasporti e il Prefetto della Capitale ci ha detto che aumenterà i controlli per evitare assembramenti. Cominciamo quindi - ha concluso Rusconi - ad avere fiducia che ci siano le condizioni per aprire le scuole in sicurezza. Naturalmente ci deve essere la collaborazione di tutte le istituzioni”.